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Scritto da: Rossella Porro

Micromachin...


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Nella stanza era ormai buio, la radio suonava: Certe notti...
Notti di merda, ma era quella la filosofia, no! Non si poteva mica restare fuori...
Intanto le campane suonavano. Quanto amava quel suono, così uguale, così... Cazzo le campane, erano le cinque... doveva correre. E poi chi lo sentiva... il vecchio. Aveva promesso...
- Sei sicuro che posso contare su di te?
- Contare su di me? Hei dico... sono un uomo io, o quasi... e poi dicono: Sei un immaturo, un egoista. Ma dico... il vecchio poteva anche darmi il beneficio del dubbio.
Aveva aspettato tanto tempo per dimostrargli che non era un inetto, che ci teneva a lui, a quello che pensava. Da quando quella notte come una volgare carogna aveva preso la macchina e mezzo ubriaco si era schiantato contro un albero, aspettava il giorno per dimostrare... Dimostrare... perché le parole non bastano o meglio non c'erano e non c'erano mai state fra loro. Quando c'era lei non servivano, come una cerniera lampo chiudeva gli strappi... e ora il silenzio ne aveva preso il posto...
Da ogni incontro si aspettava chi sa che, era come sempre accadeva quando andava al cinema a vedere uno di quei film cult,... [segue »]

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    Scritto da: Rossella Porro

    Commenti

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    2
    postato da , il
    si però...è stato scritto...un pò di anni fa....ma in realtà..il personaggio non era nè ricco nè incompreso...solo infelice....
    1
    postato da , il
    ...mi da tanto di uno di quei ragazzacci ricchi e incompresi di "3 metri sopra il cielo"...

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