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Scritto da: Giuseppe Freda

Il pastore e il suo gregge

Il pastore radunò le pecore e le dispose in formazione.
Nel centro, quelle che temevano sia il pensiero che l'azione.
Sulla destra, quelle solite rifugiarsi nel pratico per paura di pensare.
Sulla sinistra, quelle solite rifugiarsi nel teorico per paura di agire.
Le poche pecore prive di paura furono lasciate in libertà.
Perché non erano pecore, ma cani da pastore.
E potevano difendere il gregge.

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    Scritto da: Giuseppe Freda
    Dedica:
    Ai lupi.

    Commenti

    3
    postato da , il
    Giulio, le pecore se le mangiano i lupi... O si difendono, o si lasciano difendere: non c'è altra via..  : )))
    2
    postato da , il
    Non saprei...  Sarà forse per la concisione di parole e immagini in cui a mio avviso deve sostanziarsi la struttura stessa di un aforisma, o perché il significato della frase, in sé schematica, non è chiaro se non alla fine, o per via di un suo particolare stato d'animo nel momento della lettura, o magari perché i cani corrono intorno al gregge dando l'idea di un qualcosa in rapido movimento...  : )))
    Se trova una risposta, mi faccia sapere.
    Frattanto, grazie della lettura!
    1
    postato da , il
    perchè se leggo i suoi scritti... li leggo lentamente
    mentre questo sembra andare più veloce?.

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