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Scritto da: Lucia Marolla

Giggino e Mario


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I nostri giorni più belli erano quelli passati nel Bar della stazione, che spesso io e Mario frequentavamo. Guardavamo i treni passare. Quelli i pomeriggi più belli che vestivano i nostri volti di gaiezza e ironia. A quell'ora un treno rallentava la corsa, che finiva sul primo binario.
All'improvviso sbucavano dal finestrino tante facce incuriosite. Non so perché, ma ci guardavano e sorridevano. Mario non faceva altro che raccontare barzellette ad alta voce, rallegrando anche quei pochi astanti che si accingevano a salire sul treno
Alcuni passeggeri scendevano da quel treno che per 5 minuti restava lì ad aspettare i soliti pendolari, altri invece scendevano per dissetarsi ad una fontanella tutta in ferro battuto in stile art - noveau, messa lì da tempo immemore da qualche fabbro della zona.
In un giorno di forte noia escogitammo per scommessa che avremmo fatto di tutto per rallegrare quei volti spenti dalla stanchezza.
Era quasi carnevale, nessuno poteva sottrarsi alla follia fantasmagorica a quelle maschere rabberciate alla meno peggio, e poi il detto era "a carnevale ogni scherzo vale"!
Pensammo a come attirare la loro attenzione. Un modo per animare quella sonnolenta località. E quei visi spenti di stanchezza. In fondo carnevale era alle porte.... [segue »]
Composto martedì 10 marzo 2015

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    Scritto da: Lucia Marolla
    Riferimento:
    Ricordo delle burle di due vecchi amici.

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