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Scritto da: Carlo Gragnaniello

Il Prigioniero di Auschwitz

Capitolo: 7

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Mio fratello Giorgio era inriconoscibile aveva le sembianze di uno scheletro vivente, la fame lo aveva smagrito ed era debole aveva perso tutta la sua forza.
Il rapporto che ebbi con mio fratello in quel periodo fu piò forte che mai, divenne per me una specie di migliore amico.
Più passava il tempo rinchiuso in quel maledetto campo dell'orrore e più la voglia di scappare oppure persino di uccidermi sopravastava tutto e tutti , non dovevo e non potevo cedere ma ero troppo stanco, troppo dall'atrocità e l'odio, ero stanco del male che gli uomini fanno ad altri uomini, ero stanco del dolore straziante era come avere dei pezzi di cristalli nel cuore era troppo per me, troppo per sopportare qesto tremendo dolore.
Nei primi mesi del 1944 un giorno mentre raccoglievo i pesanti massi di pietra caddi per terra e mi fratturai un braccio lievemento la mia più grande sfortuna è stata quella di arrivare nel famoso revier del campo, un medico mi fecè sedere su una strana sedia con il braccio alzato e feci per terra una marea di sangue dopo mi disinfettarono con la carta igienica, poi subito dopo mi avevano spogliato nudo come un verme con tutto ... [segue »]

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