Poesie inserite da Simone Sabbatini

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Scritta da: Simone Sabbatini

Vita mia

Ed è possibile sentire, in quei momenti
sotto i piedi tanto vuoto, e quanto ancora!
Perché tutto crolla:
le bugie
gli inganni
gli insulti
le illusioni
che ti dico tutti i giorni,
vita mia,
che ti do per vivere o morire.
Che mi resta, e quanto dura?
Solo questo sentimento roco,
questa voglia maledetta di spaccare o di dormire,
quest'ansia pessima di vivere diverso?
Solo questa rabbia dolce,
e già pensi: ti ricordi
quella rabbia...
ah, i ricordi, quelli sempre
e anche loro crollano
o si perdono
e se c'è già, solo così tanta vecchiaia,
così presto,
così tardi, così mai.
Composta giovedì 5 luglio 2001
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Terrorista

    Si è perso un treno e chi l'ha perso sei tu
    nei tanti mari che t'affogano il cuore,
    nei vari pezzi che ti spiega l'amore
    ti piega il dolore. Dirottato
    come un aereo che cerca la sua scia
    sorvola deserti di pietra e rabbia
    sabbie bianche cancellate da un asciutto mare.
    Passa la paura di non capirsi,
    campi come cassetti desolati di sogni
    confrontarsi con la disarmante semplicità del genio.
    Le tue mani sono come i binari e
    i tuoi occhi, teoricamente improbabili
    osservano il treno nello spazio
    libero dalla fantasia.
    Composta sabato 11 luglio 2009
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Poesia nel cuore

      Se questo mare è in burrasca
      non siamo certo noi le onde,
      ma freddi pezzi di legno, morti nell'anima;
      se questo cielo è in tempesta
      non siamo certo noi le nuvole,
      ma aerei tra i lampi, pieni di cadaveri;
      se questa terra è scossa
      non siamo certo noi il sisma,
      ma gli edifici crollati di un quartiere malfamato.
      Perché siamo solo corvi neri in blue jeans,
      con le mani in tasca, gli occhiali da sole:
      ma ci sapremo sempre sollevare, finché avremo
      poesia nel cuore.
      Composta mercoledì 7 novembre 2001
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Il perdente

        Facile vantarsi d'aver vinto:
        sei così certo che io ti sia inferiore?
        La tua destrezza, la tua
        facoltà strategica
        le ammiro e non discuto.
        Nemico stupido:
        son io che ho perso, o tu
        che non vedi?
        Io che spreco le occasioni
        uso la lingua invece della spada
        o la pistola
        stiro il tempo fino all'ingresso
        dei tuoi amici?
        Sembra quasi – non ti pare?
        Che non possa farne a meno,
        d'accordo con qualcuno,
        costretto forse da nessuno...
        Composta venerdì 1 ottobre 2010
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Deragliamenti

          Ci sono treni che non si vedono,
          scivolano lenti dietro i binari
          ininterrotti ma non trasparenti.
          Locomotive colorate e grigie,
          tutte diverse e così uguali.
          Su rotaie più profonde del cuore umano
          tracciano strade col carico in spalla,
          immobili
          tra campi di nebbia e sudore,
          case di pioggia e rumore,
          balconi accalcati affollati lontani
          affacciati ai binari, vicini d'amore.
          Composta lunedì 19 gennaio 2009
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            Scritta da: Simone Sabbatini

            Vita

            Il cielo è sereno stamani.
            Ma già questo vento rinforza,
            e odora di pioggia. La nube
            compare lontana; minaccia
            marciando veloce e sicura.
            Già tutto ricopre, e montando
            si lievita e cresce più scura.
            L'odore diventa più intenso
            - respiro l'attesa eccitato;
            un brivido corre la terra
            - io tremo d'immense emozioni;
            un rombo lontano s'impone
            - il cuore sobbalza fremente;
            si vedono lampi maestosi
            - negli occhi scintilla una luce,
            nell'animo sento la pace,
            nell'aria si sente una voce
            di gioia e di festa, che dice:
            "Ritorna, ricade la vita!"
            Composta giovedì 17 febbraio 2000
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              Scritta da: Simone Sabbatini

              Ritmo e melodia

              L'artista in contropiano
              ha uno spazio tutto suo,
              c'è sempre almeno un alito di posto
              dove può slacciare il cuore, dove
              esiste solo un universo parallelo.

              La musica nel cuore del poeta
              è bella pure se stonata. Le parole
              nel ritmo naturale del cantante
              son poesia solo perché sue.
              Composta giovedì 7 maggio 2009
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                Scritta da: Simone Sabbatini

                Padre nostro

                Padre nostro,
                Dio d'Amore e di bontà infinita,
                Dio d'eterna misericordia,
                che permetti anche a noi peccatori
                di chiamarti Padre.
                Tu che sei Re, nell'alto dei Cieli,
                sia santificato il tuo nome
                nelle nostre piccole vite;
                venga il tuo Regno, ad insegnarci la pace e il perdono
                - visto che i nostri regni
                sembrano conoscere soltanto odio, violenza, vendetta, guerra...
                e chiamarli col nome di Pace.
                Sia fatta la tua volontà, come in Cielo così qui, sulla terra,
                anche quando noi non la capiamo,
                perché essa è amore, giustizia e salvezza.
                Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
                e perdona i nostri peccati, nella misura in cui noi
                li perdoniamo a chi ci è debitore
                - insegnaci quindi a perdonare,
                e a non serbare rancore nel nostro cuore.
                Salva la nostra anima da tutte le tentazioni,
                da tutto ciò che può avvelenarla,
                e liberaci dal male,
                da quel male che ci impedisce di darti amore,
                e di darne ai nostri fratelli e alle nostre sorelle.
                Insegnaci l'Amore da donare gli uni agli altri,
                l'amore giusto, santo, e puro, da donare al prossimo.
                AMEN.
                Composta giovedì 1 luglio 2004
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                  Scritta da: Simone Sabbatini

                  Occhio malocchio

                  Il ragazzo che corre vestito di giallo
                  lo sguardo sicuro, aggredisce l'asfalto
                  stilla il sudore ed ha gli occhi cobalto
                  non si vede però nella tasca ha un corallo.

                  Il vecchio professore che sputa nel liceo
                  non è superstizioso, ma evita le scale
                  scansare i gatti neri è per lui cosa normale
                  di certo non gli serve, però che bel cammeo!

                  Hai messo la tua croce? Qual è la decisione?
                  La sfiga o la sfortuna? Non hai alternative!
                  Fuma pure, mangia e bevi, vivi quello che si vive:
                  puoi davvero riconoscere cattive scelte e buone?
                  Composta lunedì 10 gennaio 2011
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