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Poesie inserite da Simona Giorgino

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Scritta da: Simona Giorgino

Parole povere posso donarti

Parole povere posso donarti,
che ti dicono l'amore, ma non la vita,
e come petali di rosa
le poserei sui tuoi palmi,
e delicate toccherebbero
la tua pelle.
Parole povere ti posso dire,
che escono da labbra amare,
parole leggere come un sibilo di vento,
labbra che non sanno più gridare,
parole nude, forse fredde,
tanto povere, che ti dicono l'amore,
e non la vita,
ma tu provaci lo stesso,
prova ad accarezzarle
come fossero davvero petali
di rosa, vellutati,
stretti nelle tue mani.
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    Scritta da: Simona Giorgino

    Clessidre

    Scivolano i secondi
    come sabbia dalle dita,
    mi dici – amore,
    non mi lasciare –
    e mi tendi le tue mani

    Calde, ma i miei pensieri
    sono ormai lontani

    Cuore randagio,
    io ti comando
    e tu non ubbidisci mai,
    vagabondo sei,
    senza padrone sei

    Scivolano i secondi,
    e gli amori si scontrano
    in certe clessidre solitarie
    chiamate cuori,
    dove non c'è mano sapiente
    che possa far tornare
    il tempo a scorrere da capo –
    quando la fine giunge.
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      Scritta da: Simona Giorgino

      Aliti immortali

      Lascerò i tuoi occhi
      abituarsi alla luce
      di queste mattine
      brulicanti di brina,
      i tuoi orecchi udiranno
      le voci più dolci
      levarsi in un canto
      che sa di magia,
      lascerò le tue mani
      sentire il calore
      di un corpo concesso
      all'amore.
      Lascerò le tue labbra
      schiudersi ancora
      in un bacio che sa di amarena,
      dolce quanto il tuo odore,
      e i tuoi respiri vivranno nel vento –
      li lascerò espandersi
      come aliti immortali
      che portano con sé
      il seme eterno della vita.
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        Scritta da: Simona Giorgino

        L'attimo rubato

        Lascia che sia
        questo vento che soffia
        che ci agita i capelli
        che ci trascina adagio
        dentro vortici di fuoco.
        Lascia che sia
        questa voce che parla
        questa frase sconnessa
        d'emozioni trattenute
        nelle mani tue,
        calde e sudate.
        Lascia che sia
        questa mano che scorre
        con dita tremanti
        tra palpiti agitati
        e rimorsi di coscienza.
        Lascia che siano
        queste labbra socchiuse
        in un bacio infuocato
        che ti dona l'ardore,
        e poi ne rubi un altro -
        l'ultimo istante
        da portare con te
        prima d'imboccare
        la strada maestra.
        Lascia che sia
        una parola sommessa
        affievolita dal tuo volto
        pallido e stanco
        che indugia sovente
        di fronte a quest'anima
        che corre, giocando -
        dentro inaccessibili
        sentieri.
        Lascia che sia
        quest'attimo rubato
        l'unico scopo
        delle giornate tue.
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          Scritta da: Simona Giorgino

          Lance amare

          Sorella mia,
          forse m'ami di un amore
          che non so,
          forse cerchi nelle sagome
          un riflesso – un volto
          che somigli un poco a te.
          Fratello mio,
          tieni stretto
          dentro al cuore
          il tuo segreto dei millenni,
          senti spento
          quel respiro delle labbra,
          odi suoni che ricolmano
          di lacrime
          i tuoi occhi fiduciosi.
          Sorella cara,
          tieni adesso questa mano
          che sussulta di paura
          quando dici una parola
          che trasuda dal tremore.
          Donne e uomini nel mondo
          che frugano nei cassetti
          dei diletti,
          lance amare dell'orgoglio
          da tirare verso cuori
          per ferire una passione
          dal debole germoglio.
          Ecco cosa siamo,
          sorelle d'uomini
          e di donne
          che s'incrociano per bivi
          e si ridicono parole
          pronunciate troppe volte
          e si rilanciano vendette
          consumate con superbia,
          ma non vale mai la pena
          di ferire il tuo fratello –
          quando quella che ti chiama,
          lì sull'angolo,
          è una sagoma che ti somiglia.
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            Scritta da: Simona Giorgino

            Voci di città

            Come cori mi donavi
            tra lampioni e piazze ornate
            nel Natale dell'Amore,
            mille luci colorate
            e fili d'oro sopra i rami,
            fiabe smorte del dicembre,
            roghi spenti dentro al cuore.
            Tra le strade t'accendevi
            nelle sere affaccendate
            di strozzini innamorati
            che temevano prigioni.
            E notti di ragioni,
            mercatini d'innocenza
            dietro squallide intenzioni.
            Città cara,
            di promesse m'hai tessuta
            come fossi all'uncinetto,
            mano esperta come sarta
            cuci e scuci senza pena.
            Nel tuo cuore di cemento
            io mi perdo tra i sentieri
            e in questi vicoli piccini
            ove giace, indisturbato,
            il lieto volto della vita.
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