Le migliori poesie inserite da mor-joy

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi di Film, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: mor-joy

Soltanto non...

La vita
sarebbe
forse più facile
se io
non ti avessi mai incontrata.

Meno tristezza
ogni volta
che dobbiamo separarci,
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà.

E anche poco
di quella nostalgia impotente, che quando non ci sei
vuole l"impossibile
e subito,
fra un istante
e che poi
poiché non è possibile,
resta turbata
e respira a fatica.

La vita
sarebbe forse
più facile
se io
non ti avessi incontrata.

Soltanto
non sarebbe
la mia vita.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: mor-joy

    Eterna presenza

    Non importa che non ti abbia,
    non importa che non ti veda.
    Prima ti abbracciavo,
    prima ti guardavo,
    ti cercavo tutta,
    ti desideravo intera.
    Oggi non chiedo più
    né alle mani, né agli occhi,
    le ultime prove.
    Di starmi accanto
    ti chiedevo prima,
    sì, vicino a me, sì,
    sì, però lì fuori.
    E mi accontentavo
    di sentire che le tue mani
    mi davano le tue mani,
    che ai miei occhi
    assicuravano presenza.
    Quello che ti chiedo adesso
    è di più, molto di più,
    che bacio o sguardo:
    è che tu stia più vicina
    a me, dentro.
    Come il vento è invisibile, pur dando
    la sua vita alla candela.
    Come la luce è
    quieta, fissa, immobile,
    fungendo da centro
    che non vacilla mai
    al tremulo corpo
    di fiamma che trema.
    Come è la stella,
    presente e sicura,
    senza voce e senza tatto,
    nel cuore aperto,
    sereno, del lago.
    Quello che ti chiedo
    è solo che tu sia
    anima della mia anima,
    sangue del mio sangue
    dentro le vene.
    Che tu stia in me
    come il cuore
    mio che mai
    vedrò, toccherò
    e i cui battiti
    non si stancano mai
    di darmi la mia vita
    fino a quando morirò.
    Come lo scheletro,
    il segreto profondo
    del mio essere, che solo
    mi vedrà la terra,
    però che in vita
    è quello che si incarica
    di sostenere il mio peso,
    di carne e di sogno,
    di gioia e di dolore
    misteriosamente
    senza che ci siano occhi
    che mai lo vedano.
    Quello che ti chiedo
    è che la corporea
    passeggera assenza,
    non sia per noi dimenticanza,
    né fuga, né mancanza:
    ma che sia per me
    possessione totale
    dell'anima lontana,
    eterna presenza.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: mor-joy

      Rinascita

      Da anni più nessuno si è occupato del giardino.
      Eppure
      quest'anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
      è divampato tutto fino all'inferriata – mille rose,
      mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
      viola, arancione, verde, rosso e giallo,
      colori... tanto che la donna uscì
      di nuovo
      a dare l'acqua col suo vecchio annaffiatoio
      di nuovo bella,
      serena, con una convinzione indefinibile.
      E il giardino
      la nascose fino alle spalle, l'abbracciò,
      la conquistò tutta;
      la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno
      in punto, vedemmo
      il giardino e la donna con l'annaffiatoio
      ascendere al cielo
      e mentre guardavamo in alto, alcune gocce
      dell'annaffiatoio
      ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento,
      sulle labbra.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: mor-joy

        Come ti si dovrebbe baciare

        Quando ti bacio
        non è solo la tua bocca
        non è solo il tuo ombellico
        ... non è solo il tuo grembo
        che bacio
        Io bacio anche le tue domande
        e i tuoi desideri
        bacio il tuo riflettere
        i tuoi dubbi
        e il tuo coraggio.

        Il tuo amore per me
        e la tua libertà da me
        il tuo piede
        che è giunto qui
        e che di nuovo se ne va
        io bacio te
        così come sei
        e come sarai
        domani e oltre
        e quando il mio tempo sarà trascorso.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: mor-joy

          Dal cassetto

          Volevo appenderla a un muro della stanza.

          Ma l'umidità del cassetto l'ha guastata.

          Non la metto in un quadro questa foto.

          Dovevo conservarla con più cura.

          Queste le labbra, questo il viso...
          ah, per un giorno solo, per un'ora
          solo tornasse quel passato.

          Non la metto in un quadro questa foto.

          Mi fa soffrire vederla così guasta.

          Del resto, se anche non fosse guasta,
          che fastidio badare a non tradirmi...
          una parola, o il tono della voce...
          se mai qualcuno mi chiedesse chi era.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: mor-joy

            Il cielo è di tutti

            Qualcuno che la sa lunga
            mi spieghi questo mistero:
            il cielo è di tutti gli occhi
            di ogni occhio è il cielo intero.
            È mio, quando lo guardo.
            È del vecchio, del bambino,
            del re, dell'ortolano,
            del poeta, dello spazzino.
            Non c'è povero tanto povero
            che non ne sia il padrone.
            Il coniglio spaurito
            ne ha quanto il leone.
            Il cielo è di tutti gli occhi,
            ed ogni occhio, se vuole,
            si prende la luna intera,
            le stelle comete, il sole.
            Ogni occhio si prende ogni cosa
            e non manca mai niente:
            chi guarda il cielo per ultimo
            non lo trova meno splendente.
            Spiegatemi voi dunque,
            in prosa od in versetti,
            perché il cielo è uno solo
            e la terra è tutta a pezzetti.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: mor-joy

              Senza una data da ricordare

              Senza una data da ricordare
              né un luogo ben preciso da indicare
              ecco che arriva la dimenticanza.

              Silenziosa
              come un morto che galleggia sul fiume,
              lontana, ineluttabile
              come può essere solo il destino:

              come un'ampia zona buia,
              o una scultura perfetta,
              come una faccia senza lineamenti,
              senza sguardo. È così che arriva.

              Si crea una sera, all'improvviso,
              lasciandoci stupefatti,
              senza un'esclamazione, senza un grido.
              Ci rendiamo conto semplicemente che è nata.

              E ora mi chiedo:
              in quale istante, fra i molti istanti,
              in quale giorno, fra i molti giorni
              tu mi hai dimenticato?
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: mor-joy

                In me

                In me c'è qualcosa di rotto.
                Sono come l'orologio che si ferma
                poco dopo averlo caricato,
                come il piatto incrinato che non torna
                nuovo se anche
                lo incolli con cura.
                In me c'è qualcosa di schiacciato.
                Sono come il tubetto di dentifricio
                quando nulla ne esce
                se anche lo premi,
                come la pallina da ping-pong ammaccata
                che non può tenere più in gioco
                nemmeno un buon giocatore.
                Ci sono oggetti distrutti e schiacciati
                dal principio, senza motivo, in me:
                l'ombrello che non sta aperto, il violino
                fuori uso e i sandali coi cinturini rotti,
                il rubinetto intasato, il flauto
                sfiatato, la lampada consumata.
                Eppure non mi perdo di morale,
                l'ira non mi trascina, né mi tormento
                come una volta, anzi mi auguro
                di potermi riempire
                di quelle cose inutili,
                restando distrutto e schiacciato,
                in questo trovando il mio orgoglio.
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: mor-joy

                  Insonnia

                  La Luna nello specchio del comò
                  guarda milioni di miglia lontano
                  (e forse con orgoglio, a se stessa,
                  ma non sorride, non sorride mai)
                  via lontano lontano oltre il sonno,
                  o forse è una che dorme di giorno.
                  Se l'Universo volesse abbandonarla,
                  lei gli direbbe di andare all'inferno,
                  e troverebbe una distesa d'acqua
                  o uno specchio, sul quale indugiare.
                  Tu dunque metti gli affanni in un sacco
                  di ragnatele e gettalo nel pozzo
                  nel mondo alla rovescia dove
                  la sinistra è sempre la destra,
                  dove le ombre in realtà sono corpi,
                  dove restiamo tutta la notte svegli,
                  dove il cielo ha tanto poco spessore
                  quanto è profondo il mare e tu mi ami d'amore.
                  Vota la poesia: Commenta