Scritta da: Pain&Madness

Demoni

Vedo la nebbia e non vedo la luce,
le tenebre danzano intorno a me.
Una malvagia figura in testa mi cuce
un labirinto, mi chiedo perché.
Provo a scappare ma ha il mio stesso passo,
come il cane che la coda si morde,
è il contrappasso?
Conosco già la mia sorte.
Inutile scappare, è meglio attendere
che la Dea passi a salutarmi,
che finalmente mi venga a prendere
e che la sua morbida mano possa toccarmi.

Vedo un bagliore, una strana sensazione.
È un fiore, che grande emozione!
Lo osservo, lo inizio ad ammirare,
Sembra possa sentirmi, comincio ad amare.
Ora nessuno mi segue, smetto di pensare,
Dalle onde mi lascio trascinare
di questo mare interiore,
sembrano anni ma non son nemmeno ore.

Arriva il vento, arriva la tempesta.
Perché ti lasci trasportare?
Perché non puoi restare?
Non risponde, ma sembra far festa.

Appare felice, ma è un altro mare
così diverso, così burrascoso
ma è il fiore che ha deciso cosa fare,
è così vistoso!

Torna la nebbia, è più fitta di prima.
Le tenebre danzano, sapevano che sarei tornato.
Ed ecco l'oscura figura che si avvicina,
Era così scontato...
Inutile scappare, sono già nel labirinto.
Aspetto la Dea, cara vecchia amica!
La voglio abbracciare, ne sono convinto
Conosco la sorte, ma la accetto a fatica.
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    Scritta da: Pain&Madness

    Il giardino di casa mia

    Cammino a piedi nudi sull'erba fresca.
    Una dolce sensazione di morbidezza pervade il corpo. L'odore della lavanda mi massaggia dall'interno mentre la bellezza delle luci che abbracciano gli Aceri illuminano la mia anima.
    Sorseggiando il tè delle speranze ascolto i canti di chi ama, sensazione di volare.
    Voglio provare, voglio osare.
    Indosso le lenti del senso supremo.
    Note stonate e forzate, veleno, alberi spogli, uova marce e tappeti di spine.
    Il giardino di casa mia.
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      Scritta da: Pain&Madness

      Labirinto

      Il portone è spalancato, mi stava aspettando.
      Non voglio entrarci ma sono più forti di me.
      Corro, sudo, inciampo, mi perdo.
      Oscurità ovunque, non vedo le pareti.
      Mi rialzo, corro, sudo, inciampo, mi perdo.
      Una grande ascia nella schiena.
      Sangue, affanno, arranco.
      Mi rialzo, corro, sudo, inciampo, mi perdo.
      Una lancia nel petto.
      Sangue ovunque, una fontana d'agonia.
      Il rosso diventa nero, impossibile seguire la traccia.
      Mi rialzo, cado, mi rialzo, cammino, sudo, crollo, mi perdo.
      Salgo la scala, gradini d'angoscia, è tutto inutile.
      Inutile, inutile, inutile.
      Resto accasciato, mi immergo nella pozza.
      Aspetto che l'oscurità fluisca nelle vene.
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