Poesie inserite da GIUSEPPE BARTOLOMEO

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Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Un Natale nella nebbia
con pastori di cartapesta.
Un presepio nel cuore
con molte luci a colore.

Un asinello sconosciuto,
un cane che abbaia
al fanale di un traino
che si allontana.

È rimasto nell'aria
una nenia pastorale.
Le parole si perdono
nel fiato degli animali.

Due mani s'incontrano
un'eco umana ripete:
"Buon Natale, amico,
anche quest'anno
ci è nato Dio".

Resta accesa una stella
che illumina questo mondo:
è il simbolo di pace
che l'uomo sogna.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Domeniche di Avvento, nebbia mattutina
    una cicogna sul campanile e vari nidi.
    Un rintocco di campana e un giovane prete
    è tempo natalizio con bellissimi presepi.

    Mia figlia segue un nuovo calendario
    che ogni giorno le offre una cioccolata.
    Sono le dolci illusioni di dicembre
    pieno di vecchi ricordi innocenti.
    I giocattoli creano un nuovo idillico mondo:
    i grandi si trasformano in Babbo Natale
    mentre i politici si offrono buoni regali
    in strade addobbate con luci colorate.

    Il Dicembre pieno di bianche farfalle di neve
    è rimasto nei quadri e nella memoria dei nonni.
    Solo un focolare con un buon fuoco acceso
    è l'ultimo intimo segno della grande attesa.
    Il vero Natale nacque silenzioso a Betlemme
    dove gli uomini di oggi ancora vivono in guerra.
    Tu nascesti povero perché noi ci arricchissimo
    di giustizia, amore, pace e fraterna amicizia.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Rimarremo tra l'immagine e il reale
      in questa catena di leggerezza umana.
      Giochiamo allegramente con la vita
      masticando fumo di sigarette.

      Le aquile non sono uccelli comuni
      nei cieli con nuvole di noi uomini.
      Forse solo il nostro cane potrà dirci
      se siamo fedeli ai nostri sogni avuti.

      Cerchiamo di saltare come le gazzelle
      di volare con gli uccelli dei nostri boschi
      di andare con le farfalle sui prati in fiore
      così saremo uomini in pieno splendore.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Cosa vedi nel mese di Novembre?
        Colori volare nel cielo di perla,
        funghi nei prati verdi della notte,
        pittori venuti da ombre lontane
        gettando colori su terra verginale.

        Camminano fate e nuvole al tramonto,
        le ninfe del nuovo bosco bisbigliano
        allegre bagnandosi nella fitta nebbia.
        I folletti giocano con i vecchi tronchi
        gli uccelli seguono la loro rotta.

        L'aratro apre ferite nella terra aperta
        qualcuno prega gettando la semente
        gli ultimi fiori si aprono al sole
        una pernice cade morta al suolo.
        Cosa senti nel mese di Novembre?

        Una musica dolce di mille note
        un grido di animali solitari
        una pioggia che cade dolcemente
        un passo lento di uomini stanchi
        in cerca di riposo e un rimpianto.

        Novembre pieno di caldi colori
        mese ricco di mille suoni.
        Novembre pieno di crisantemi
        mese di intimi silenzi e misteri.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Ti ho dato un fiore in pieno inverno
          rosso di tramonto africano che tu ami.
          Vivrai di vento con il sapore di sole
          al suono e ritmo di musica tropicale.

          È nata la speranza in questo mattino
          vestito di sorrisi di bimbi e moribondi.
          Sei l'infermiera del corpo e dell'anima
          di chi ha il cielo già nei suoi occhi.

          Ti ho comprato un fiore in pieno inverno
          per coprire dolori, ferite e intimi desideri.
          Gli anni è meglio viverli senza calendario
          contandoli solo con con le dita dell'anima.

          Non ti basteranno le nostre dita delle mani
          per contare la vissuta nostalgia del tempo
          nascosta nel tuo cuore e di quelli che ami.
          Il compleanno si vive senza un calendario.

          Gli anni nascondili negli occhi e nelle vene
          dove tutti potranno leggere la tua vita:
          albe, fiori, sorrisi, lacrime e tramonti.
          Il pendolo del cuore rintocca solo se ami.
          Composta lunedì 30 novembre 2015
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Dipingevo in sogno quella sera
            su foglie giallastre d'autunno
            con un pennello con troppi colori.

            Sognavo i cavalli dell'Apocalisse
            in quei giorni bardati di furore.
            Vedevo ombre con piedi scalzi
            danzare al chiarore della luna.

            Un pipistrello scivolava nell'aria
            tessendo ragnatele intorno al lampione.
            Ero solo sul davanzale del tempo
            osservando la notte che avanzava
            mentre bruciavo fantasmi appena nati.

            Non si può vivere nella sera
            con occhi fissi su colori ardenti.
            La notte è fatta per maturare da soli
            le proprie allegrie e gli altrui dolori.

            Quella notte non dipingevo su foglie:
            il pennello non accettava più i miei timori
            depositati su tavolozza senza colori.
            Composta lunedì 30 novembre 2015
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Arriva l'autunno anche nel mio cuore
              con foglie cariche di troppo sole.
              È finito il silenzio della piccola città
              con cani randagi in cerca dei padroni.

              Arriva l'autunno anche nel tuo cuore
              senza rimpianti per le spiagge vuote
              montagne incendiate dai nostri fuochi
              ricordi rimasti di uno sguardo d'amore.

              Il sole ha ucciso gli echi dei sentimenti
              nei mesi estivi di leggerezze collettive.
              Nelle strade restano le ombre dei turisti
              insieme a giocattoli con poca vita.

              Arriva l'autunno anche nel nostro cuore
              con un fiore di plastica all'occhiello
              una musica classica in lontananza
              un balcone con un pizzico di tristezza.
              Composta lunedì 30 novembre 2015
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

                Autunno

                È arrivato il freddo insieme alle foglie secche
                cadute a terra mentre giocano con il vento.
                Il cane abbaia dietro a un mulinello d'aria,
                un vecchietto s'inchina forte sul suo bastone
                dirigendosi al portone che lo accoglie contento.

                Siamo entrati in autunno vestito di mille sfumature
                quando gli alberi si trasformano allegri da arlecchini
                per entrare nel teatro umano pieni di gioia e allegria.
                I boschi sono gallerie d'arte con tavolozze ardenti
                di colori senza uguali che i pittori imitano a stento.

                È il nostro autunno di umani dolori e umori nascosti
                in foglie leggere che danzano il valzer proprio del tempo.
                La musica è il fruscio della luce che penetra silenziosa
                in occhi incantati su tavolozza di colori all'orizzonte.
                È arrivato il tempo di meditare sulla vita e sulla morte.
                Composta lunedì 10 ottobre 2016
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Abbiamo forse atteso inutilmente
                  la vera rivoluzione della vita.
                  Le parole sono viziate da discorsi
                  di politici senza futuro:
                  le loro promesse sono manifesti al vento.

                  Dove sono i dogmi degli uomini,
                  le certezze di futuri splendori?
                  Il popolo solo lavora e paga
                  sognando un domani senza dolori.

                  Le strade dell'uomo sono piene di desideri
                  senza umane dittature né troppe chimere:
                  la fame del mondo sparirà con l'amore.
                  Non vedete che sta per nascere un domani
                  pieno di umane speranze e senza timore?
                  Composta lunedì 30 novembre 2015
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Il ricordo nasce dal cuore nel silenzio della notte
                    mentre la donna cammina su arene conosciute.
                    Dove andare quando le bianche colombe beccano
                    l'umidità nascosta sotto tegole rotte dalla luna?

                    Rincorriamo la nostalgia che s'annida negli occhi
                    frugando nell'amicizia che nascondiamo da anni
                    in un angolo nascosto e velato da sospiri del cuore.
                    Ricerchiamo insieme le voci degli amici di ieri.

                    Il tempo scorre come l'acqua di un fiume in piena
                    mentre noi sogniamo di rinchiudere i nostri ricordi
                    in un baule nascosto nel soffitto dei nostri nonni
                    quando bambini giocavamo con le nostre ombre.

                    Non ci resta che scoprire una grande luce nascosta
                    contando le stelle che danzano nel buio della notte.
                    Ogni tanto è meglio metterci da soli in ginocchio
                    aspettando il vagito di un mondo con nuovi occhi.
                    Composta lunedì 30 novembre 2015
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