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Scritta da: Elisabetta

I ragazzacci

Mamma mia, che gran casino,
oggi in strada e nelle piazze,
han cominciato dar mattino,
a strillà e a sbatte tazze.

Era pieno de pischelli,
indignati e sorridenti,
perlopiù dei sbarbatelli,
ma ner cor pieni d'intenti.

Chissà che ci hanno ner cervello,
sarà la paura der domani,
slogan a iosa e in ritornello,
battendo er tempo con le mani.

Ma a quarcun questo nun piace:
er sol promesso nun s'oscura,
meglio er popolo che tace,
che 'na protesta de bambini... ma matura!

Padri, annate a ripiglialli,
co' l'elmetto e li bastoni,
stanno a fà un po' troppo i galli,
meglio voi già pecoroni!

Ecco allora che solerti,
parton militi obbedienti,
picchian duro sull'inerti,
spaccan teste e pure denti!

Ma il divino nun fa sconti,
e je prepara la fattura,
per la sera già pareggia i conti,
de 'sta giornata de tortura.

Quanno er padre torna a cena,
stanco toglie la divisa,
ma di fronte ci ha 'na scena,
che pe' 'n bel po' n'avrà più risa.

La moje piagne a più nun posso,
er figlio ci ha quattr'ossa rotte,
in piazza gli hanno dato addosso,
e in faccia de sangue è ancora rosso!

(Dedicato alle forze dell'ordine e ai loro figli oggi in piazza )
Composta venerdì 5 ottobre 2012

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    Scritta da: Elisabetta
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    Dedicato alle forze dell'ordine e ai loro figli oggi in piazza

    Commenti

    1
    postato da , il
    mah....buon contenuto...ma il fatto che sia in vernacolo...non deve essere attenuante al fatto che la forma sia stata trascurata...
    Lo so...non e' facile....

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