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Scritta da: Gaspare Serra

Nell'epoca delle passioni tristi...

Inesistenti rughe di un autoritratto sbiadito
ritraggono impenetrabili geroglifici
nel volto chiuso della sera,
confondendo in espressioni svanite
acri pensieri di pane
inghiottiti come dolci veleni.
Sol così l'urlo improvviso di un sole d'inverno
solleverà da tergo
parole mai uscite gettate nel vento,
dando voce al gelante silenzio...

Coperte le distanze dentro sé
scopriamo quel che veramente si è,
soffocando il respiro
nella nostra più comune indifferenza
e guardando sempre più lontano dalla finestra...
per non guardarci mai dentro.

Capaci di reagire perché incapaci d'agire
lasciamo che tutto scivoli via in fretta,
come sabbia tagliente tra le dita.
E come pigne sospese su un ramo
in attesa che il soffio di un bimbo lo spezzi
viviamo soli nell'epoca delle passioni tristi,
confidando che anche Dio si addormenti...

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    Scritta da: Gaspare Serra

    Commenti

    3
    postato da , il
    ...e guardando sempre più lontano per non guaradrci dentro...Bellissime e verissime parole, è più facile mettere la testa sotto la sabbia piuttosto che affrontare ciò che ci fa stare male dentro...e si fa in modo che tutto scivoli via...Complimenti.
    2
    postato da , il
    mi hai lasciato senza parole..complimenti gaspare...complimenti sinceri...
    1
    postato da , il
    una poesia che sa molto di presente; il riguardo allo specchio, le parole rivolte ad oggetti quotidiani ed immediati (il pane); mi ha colpito molto il riferimento appunto al tempo, come se si desse vigore alle cose da noi fatte e trasmesse subito; poi si apre sul futuro, sulle orme della natura, il raggelante silenzio e il vento che porta i ricordi di antiche vicende.complimenti.

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