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Scritta da: Paolo Sassi

La Spada nel Golgota

Da l'alta forma e dal Celeste Loco
declinasti ai mortal patimenti
venendo Uomo e afferrando teco
ciò che a l'Alma e a la carne son tormenti.
Come potesti resister sì a lungo
al sentore del sangue intra li denti,
deriso, livido, lordo di fango?
Sol del Figlio l'Amor cotanto puote,
e d'ogne iniquità si fece carco,
quand'a noi mosse massima pietate.
Oh è sì celato il Tuo sussister puro
entro le nostre levature innate
da non scorger che direzioni oscure!
Riuscirò anch'io al dolor ch'è alla fine
girar al Padre l'ultimo respiro?
Rammentami a tal tristi ore di spine,
poiché tra i molti sarà il sol momento,
in tutta la mia vita al vizio incline,
in cui certo potrò dir con fermento
se convertito al Mal ne sarò schiavo
o se avrò scorto Te tra'l mio lamento,
nella penosa attesa in cui sedevo,
ad abbagliar il buio col tuo cuore
così simile al mio, come sapevo,
oh Sole, oh Seme, oh mio Signore!

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    Scritta da: Paolo Sassi

    Commenti

    3
    postato da , il
    "o se avrò scorto Te tra'l mio lamento" - Bellissima.
    2
    postato da , il
    Solo il titolo è degno di nota. Il resto è pure meglio.
    1
    postato da , il
    Molto molto bella, sapore di tempi passati. Non capisco però il verso 'da non scorger che direzioni oscure'

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