Da l'alta forma e dal Celeste Loco declinasti ai mortal patimenti venendo Uomo e afferrando teco ciò che a l'Alma e a la carne son tormenti. Come potesti resister sì a lungo al sentore del sangue intra li denti, deriso, livido, lordo di fango? Sol del Figlio l'Amor cotanto puote, e d'ogne iniquità si fece carco, quand'a noi mosse massima pietate. Oh è sì celato il Tuo sussister puro entro le nostre levature innate da non scorger che direzioni oscure! Riuscirò anch'io al dolor ch'è alla fine girar al Padre l'ultimo respiro? Rammentami a tal tristi ore di spine, poiché tra i molti sarà il sol momento, in tutta la mia vita al vizio incline, in cui certo potrò dir con fermento se convertito al Mal ne sarò schiavo o se avrò scorto Te tra'l mio lamento, nella penosa attesa in cui sedevo, ad abbagliar il buio col tuo cuore così simile al mio, come sapevo, oh Sole, oh Seme, oh mio Signore!
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