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Scritta da: Eva Di Betta

A Giovanni Paolo II, il nostro giovane di cuore.

Il singhiozzo del mondo
ascolto;
lacrime e silenzio
nella sua terra, nel lontano Messico, a Gerusalemme
lutto annunciano le campane.
La luce nel buio della notte,
gli occhi della folla
umidi di pianto, rivolti al capezzale candido
di silente passione
per il passaggio da vita a vita
di un grande uomo
che la storia ha cambiato
e il cuore della gente.
La nostra roccia tenera si è spenta,
una morte nella vita,
soltanto il legame terreno
ha infranto.
La sua anima nella nostra vivrà.
Le sue parole sante nei nostri orecchi
risuoneranno incessanti.
Le sue pie opere da insegnamento maestro
ai figli.
Sant’Andrea suona;
battiti lenti e tristi
scandiscono la lunga notte.
I fedeli levano preghiere d’amore
al Santo Padre
che raggiunge il cielo.
Nel suo cuore i sogni del mondo,
i bambini innocenti, le sofferenze,
i suoi giovani.
Un flusso senza fine lo accompagna;
Giovanni Paolo,
ti ringraziamo Padre.
Se ci cercherai,
noi ci saremo sempre.
Ciò che hai seminato, continuerà a germogliare.

Questa poesia è stata pubblicata su "La Sicilia" e in parte su "L'amico del popolo". Inoltre è stata letta nella cattedrale di Agrigento per volere dell'arcivescovo durante la messa solenne in suffragio del Pontefice.

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