Scritta da: 178 belisana

Bianco rosso verde

Quella voce dalle calde armoniche tra le colonne
abbattuta dal passare delle legioni
i cori non modulati degli spiriti danneggiano la mia psiche
nel rammentare la morte consapevole di un cigno nero
la testa ripiegata sui ricordi lascia un vuoto così profondo
non scendono più lacrime
stanno impazzendo

Le folate di vento a spazzare le piazze mai vuote
le accuse ed i sospetti a corrodere indubbie opinioni
vorrei poter sprecare qualche grammo di silicio
per edificare una fortezza di vetro
ed allontanare le angosce della mia gente

Cerco di comprendere i loro timori
gli indugi ad allontanare l'occupante straniero
non porteranno nulla di compiuto le attese
la nostra causa non si arresta
il tempo sistema le malefatte dei tiranni
la loro sorte non è mai stata evitata o sfuggita
La neve bianca ed impura cade in silenzio
come troppe dittature in ogni tempo
infami ed arroganti come chi tesse trame di stato
anche senza provocare dolore o spargere del rosso sangue
cadono in rovina come effetto delle proprie colpe

Dovrò ancora rivedere troppi spazi e distese
mutare di colore dipende forse dalla stagione o dall'amore
il bianco della neve o il rosso del sangue indistintamente
non potranno accompagnarsi per troppi anni ancora
alla bellezza dei prati verdi di primavera.

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