Da Ponte Sant'Angelo vedo riflessa dentro lo scorrere del Tevere la croce del cupolone rimani reiterato dall'emozione lo sguardo segue il filare dei palazzi il susseguirsi di tetti e chiome di alberi tutto si fonde con l'accingersi del tramonto come questi pensieri che si tramutano in passi verso il Pantheon catturi l'occhio del ciclope in uno scatto poi ti ritrovi in volo sulla barocca piazza Navona dove tra i passanti scorgi in Agone l'anonimo atleta romano ma il bello sono tutte queste viuzze legate con il battesimo a vecchi mestieri con i loro inattesi portoni, le loro finestre sornione e nei volti che sfiori intravedi la storia e ti accorgi che è questa Roma poi ci sei tu, tra questi muri colorati tra i rami degli alberi verso il mattino tra i passi e i rumori del tempo alla prima volta che ti ho incontrata e ti accorgi che la grande bellezza era il tuo viso e il tuo sorriso.
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