A lui piace definirsi colto, i libri gli danno sicurezza in questo tempo incerto. A vederlo non si direbbe, nella sua aura di timidezza da pulcino bagnato.
Sa che Dio esiste, guarda il cielo e sussurra: "sai che non sono opportunista con Te, non rompo le nuvole in caso di necessità, per guardare il cielo".
E poi domanda: "perché delle colpe di chi non si vede, ne risentono coloro che si espongono alla luce del Tuo Sole, ripeto il Tuo Sole il Tuo Dono per noi. Ho commesso tanti errori nel mio percorso, ma della fame, della guerra che colpa ne abbiamo noi? Eppure oggi ho rimorso Di essere uscito dal lavoro Dieci minuti prima, cosa pensa in questo momento chi costringe questo bimbo al quale sto passando accanto a restare qui, a chiedere qualche spicciolo.
Noi leggiamo libri, percorriamo lunghe strade, piccoli sentieri, scorgiamo la bellezza nella sofferenza, giochiamo con il mondo e piangiamo con il mondo quando incontriamo intermezzi esistenziali lungo il percorso. E quel bimbo gioca con il mondo? E chi sfrutta quel bimbo, piange con il mondo? L'Armonia del Dolore.
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