Intelligibile trama non si profila

Ara il naviglio il flutto
scie e schiume si disegnano
lontano sfuma l'orizzonte
cime di palmizi scuote un vento
in alto corruschi e nubi.
Che faccio qui oggi
oltre i clamori estivi
solo a guardare il mare
e ieri che fu dove ero.
Quante volte ho visto
tornare l'alba
e quante volte accadrà ancora;
del vivere che ho inteso
qual è l'opera del tempo
a che le irritazioni di vanità
le morti, le guerre?
Si distacca già il presente
ciò che univa si discioglie
garbugli di pensieri bruciano
più fitta la selva di memorie,
dalla mente tessitrice
intelligibile trama non si profila.
Dov'è la rotta umana
che non t'affondi cuore
dove può apparire un faro
un porto sicuro e ospitale:
oh quando nel soliloquio
esprimi i tuoi malanni!
Avesse un nome pronunciabile
e un indirizzo la speranza
raggiungibile la pace del mondo
inedite non resterebbero
le mie domande dissennate
quando spiccano un volo
ma perdendo giri e portata
in un vuoto picchiano a spirale!
Insondabili vita mare e cielo
e di scie e corpi nulla resta
lieve o grave tutto decade.
Come avvinci defunta giovinezza
di illusioni venditrice
quando si ripassa davanti
ai tuoi specchi e alle tue vetrine
allo scoppio di una malinconia!
Composta martedì 3 settembre 2013

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