Scritta da: Ciro Orsi

2 Agosto 1980

Dal centro di Bologna
alla stazione ferroviaria
il taxi è stato da primato,
credevo di non farcela
ed eccomi qua
mancano solo dodici minuti
alla partenza del mio treno
e forse faccio in tempo
anche a prendere un caffè
in piedi al bar interno.
All'angolo della stazione
dove saluto e ringrazio
il giovane tassista bolognese
l'orologio sul muro della ferrovia
ha le lancette ferme
alle 10,25,
Il tempo non passa
per i morti e i feriti
della strage del 2 agosto dell'80.
Una mattanza senza senso
della compagnia di giro
di fascisti del terrore
manovali a basso prezzo,
mandanti nascosti da segreti
di logge altolocate
e verità solo cercate
ma mai svelate per intero.
Il tempo non passa
per i morti e i feriti
della strage del 2 agosto dell'80.
Il grande salone passeggeri
era gremito di persone
presenti nell'attesa
di trovare ciascuno
la sua strada
per un viaggio sognato
verso un luogo di vacanza
o solo verso casa lasciata
per un lavoro lontano
o per un sogno cercato
nell'altrove riposto
in ogni cuore.
Un viaggio è sempre
un sogno ad occhi aperti
e nella sala d'attesa
si respira l'attesa del sogno.
Quando il carnefice decide
pigia un tasto da lontano, click,
un lampo, un gran boato
e parte la sequenza del terrore,
la stazione di Bologna
ridotta in un cumulo
di morti, feriti, macerie,
una nube di polvere
dall'acre sapore di tritolo.
85 persone d'ogni età
spezzoni di famiglie
passati dal sogno della vita
alla morte per strage,
eroi per caso,
bambini, giovani, anziani,
uomini e donne
strappati in un istante
d'inimmaginabile terrore
al loro quotidiano vivere.
Gli occhi dei passeggeri
scorrono la lista
dei loro nomi
sulla stele di marmo
a ricordo del loro
sacrificio involontario.
Altre 200 persone sopravvissero
con grande strazio
dei loro corpi martoriati
da ferite che il tempo
non sempre guarisce.
Il treno è in arrivo al binario 3
mi affretto mescolandomi
agli altri viaggiatori
mentre dal fondo della sala
il sax tenore d'un artista di strada
diffonde le note inconfondibili
di Hey Jude.
Mi ritornano alla mente
dei versi di quella canzone
"Hey Jude, non peggiorare le cose:
prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di lasciarla nel tuo cuore
e poi comincia a migliorarla".
Trentadue anni sono passati
ancora nessuna verità
sui segreti coperti
di mandanti nell'ombra.
È una canzone triste
ma da cittadini liberi
possiamo cominciare a migliorarla,
lasciamo nei nostri cuori
il ricordo delle vittime
e chiediamo per tutte:
giustizia.
Composta martedì 9 aprile 2013

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