Sul tuo viso di sole e salsedine porti l'eco lontana del tuo Paese.
Di fuoco, di ghiaccio, di poeti, di eroi.
Se potessi, per pochi istanti, confondermi con l'Oceano, sovrano danzante dei tuoi freddi inverni, potrei coglierti nel lungo abbraccio di un'onda.
Forse eterno ormai, perché tu vinta.
Nel vento delle scogliere, morrebbe poi l'impeto mio placato.
E se tu stessi riposando sulla spiaggia solitaria, solleverei ali stanche di vecchi albatri per venirti a cercare, mentre il libeccio accarezza lascivo, poi sferza, il collo nudo.
Mentre cerchi di capire cos'è che muove il mare, perché mai non riposa.
Come gazza ingorda nell'orbita iridata, coglierei per sempre, segreto inviolato, i tesori sommersi nella verde luce del tuo sguardo.
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