Cadono dalla Gota del Signore gli angeli sonori della pioggia. Afferrano nel Suo giorno, tre le braccia morbide, il paradiso riverso sulle tue guance. Nei petali d'aurora, liberi ormai dai calici d'incenso, nella dolce guerra di arpe. E risuona ancora tra cori d'indaco, il silenzio del tuo pianto. Dal Narciso ricordo, dall'azzurro tuo iride perduto, già caddero in volo gli angeli mortali di sale, d'avorio, nelle ali tarpate. Ad esitare, nell'unico sguardo dalla morte loro concesso, tra il tuo viso, e il resto del Creato.
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