Su alture di luna ho usato la vanga del silenzio per seppellire pensieri... Li ho sprofondati d'ira rappresa, li ho rinnegati di luce e li ho allontanati da frange di ricordi... Su alture di luna ho lasciato solitaria una sedia di plastica, ho pensato a chi seduto, malinconico, non muoveva passi, e pur immobile, agile volava senza peso intrepido a cercare solo quegli attimi dove amare non mai bugia nell'anima. Sulle alture di luna, in effetti, accaso da sempre il mio io e canto ogni volta la dolente litania per ogni ora spenta, per ogni sogno ingrigito, per ogni parola non udita, per tutto il male del mondo. Modello un attimo di invisibilità anche nei miei stessi occhi, solo un attimo per perdermi nel nulla assoluto di pace. Mi lascerò andare d'indifferenza sino al centro dell'abisso... Ma stanotte c'è la luna. E m'addormenterò tra le sue alture, roca di sospiri come sempre nel cuore.
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