Scritta da: Marco Giannetti

lacrime

Gli occhi come serbatoio
le gote fan da corridoio
la malinconia per inghiottitoio il tempo ne è l'asciugatoio.
Le lacrime sono copiose adescatrici di altre, trasparenti decalcomanie del proprio dolore.
Hanno l'eccentricità di un mappamondo, l'evanescente sbigottimento che (s)colpisce una città devastata.
La bocca si squarciava a dilavare i suoi limiti; e i denti come pilastri di marmo ad irretire quel gorgogliante singulto.
E in melma vischiosa slittavano, ma dove poi?
ridendo le ridicole.
Può fare a meno dei binari un treno che attraversa la felicità?
Composta sabato 27 luglio 2013

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