Scritta da: Kurt Page
Ma come vorrei distaccarmi dai pensieri almeno una volta
e non sapere cosa nasconde lo sguardo puntato in giù
ma come vorrei avere i tuoi occhi ed di volta in volta
assorbire pagine di poesie e volerne sapere sempre di più
come vorrei passeggiare lungo i moli di new york in tarda sera
o perdermi tra i sentieri del central park senza una meta
o ancora immergermi nella solita routine di primavera
o sfiorare ancora la tua pelle liscia come la seta

ma come vorrei che la pioggia di Londra mi tenga compagnia
o starmene al marble arch cosi senza un motivo preciso
o ancora attraversare il tower bridge credendo che la città è mia
o stupirmi di vedere ogni volta diverso nel Tamigi il riflesso del mio viso
come vorrei avere i tuoi anni e stupirmi del mondo che ci circonda
ancora da leggere le poesie di William Yeats o ascoltare Niccolò Paganini
e perdermi in quelle parole che trapassano la mente come un onda
di emozioni vissute prima e sorprendersi come siano simili i nostri destini

ma come vorrei avere la tua curiosità di vedere un film muto d'altri tempi
e vorrei avere ancora la forza di stupirmi delle maschere della gente
tu forse non sai da quanto ti osservo mentre stai qui seduta e contempli
il ramo che batte sul vetro, il vento il buio o la pioggia sempre più insistente
ma come vorrei che questa pioggia ci tenesse per sempre prigionieri
di quest'osteria piena di gente ormai stanca di usare strade sbagliate
si perde nel vino che di solito è di buona compagnia per i mille pensieri
si perde tra le storie troppo futili che non valgono nemmeno di essere raccontate.

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