Scritta da: Silvana Stremiz

Notturno nuziale

Quando tu venisti, una notte, verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei: Non ti vedo, non ti sento.
E la ghermisti con artiglio d'aquila, e tutta la costringesti nella tua forza
riplasmandola in te con tal furore ch'ella perdette il senso d'esistere.
E uno solo in due bocche fu il rantolo e misto fu il sangue e fu il ritmo perfetto,
e dal balcone aperto la notte guardava con l'occhio d'una sola stella
rossastra,
e il sonno che seguì parve la morte, e immoti come cadaveri
la tristezza dell'ombra vi vegliò sino all'alba.

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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Commenti

    5
    postato da , il
    poesia vera, senza infingimenti, linguaggio moderno.
    4
    postato da , il
    UNA MADRE DIVORZIATA CHE RIESCE A VIVERE DASOLA CON UNA  FIGLIA SENZA MARITO,QUESTO VUOL DIRE CHE NON PER FORZA MARITO E MOGLIE DEVONO CONVIVERE INSIEME SE NON SI AMANO, PERO' DARANNO SIALA MAMMA CHE IL PAPA' DARANNO UN DIPIACERE ALLA BAMBINA.
    3
    postato da , il
    è bellissima: dimostrazione disperata della condizione femminile e della vigliaccheria maschile.
    Da maschio,me ne scuso e per allora e per l'oggi,che poi,in certe circostanze,è il sempre...
    2
    postato da , il
    sublime.
    1
    postato da , il
    olè! per la letteratura del tempo!!!

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