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Scritta da: Giorgio De Luca

L'innominato

S'aggira nel castello
con animo irrequieto...

Angosciato da misfatti
ier compiuti,
grida indegno il suo orror.

Dolce e tenera, le bussa in cor.

Invoca libertà...

Prigioniero di se stesso,
il rimorso l'accompagnerà.
Composta sabato 12 gennaio 1991

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    Info

    Scritta da: Giorgio De Luca
    Riferimento:
    - Idea nata dal libro: "i promessi sposi" di Alessandro Manzoni. L'Innominato e Lucia sono i protagonisti.
    Don Rodrigo chiede aiuto all'Innominato, potentissimo e sanguinario signore, che però da qualche tempo sta maturando una crisi di coscienza. Costui fa rapire Lucia dal Nibbio, con l'aiuto di Egidio e la complicità di Gertrude (la monaca di Monza), sua amante, e Lucia viene portata al castello dell'Innominato. Lucia, terrorizzata, prega e supplica l'Innominato di lasciarla andare via e lo esorta a lasciarla libera e a redimersi dicendo che "Dio perdona molte cose per un atto di misericordia". La notte che segue è per Lucia e per l'Innominato molto intensa. La prima fa un voto di castità alla Madonna perché la salvi e quindi rinuncia al suo amore per Renzo. Il secondo trascorre una notte orribile, piena di rimorsi, e sta per uccidersi quando scopre, quasi per volere divino (le campane suonano a festa in tutta la vallata), che il cardinale Federigo Borromeo è in paese. Spinto dall'inquietudine che lo tormenta, la mattina si presenta in chiesa per parlare con il cardinale (famosa la frase con cui Manzoni riassume la grandezza d'animo dell'Innominato nel gesto della conversione: "Era quell'uomo che nessuno aveva potuto umiliare e che s'era umiliato da sé" ). Il colloquio sconvolge l'Innominato, che si impegna a cambiare vita e per prima cosa libera Lucia, che viene ospitata presso la casa di don Ferrante e donna Prassede, coppia di signori milanesi amici del Borromeo.
    Dedica:
    La chiusa finale dedicata all'Innominato manifesta il mio chiaro dissenso per il comportamento avuto nei confronti di Lucia. Anche se alla fine, con un gesto misericordioso libera Lucia, "prigioniero di se stesso resterà".

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