Senza doglia o inganno

Dannata eternamente,
senza stelle ormai sì spente:
da lo ramo una foglia
si allontana, il vento voglia
trascinarla, impotente
del suo corso, incosciente,
in un sonno, mai sì doglia
catturata, dalla soglia.
Tal è l'uomo con il mondo,
con la vita, moribondo
che di fronte a decisioni,
quante son le delusioni,
per lo più, le maggior volte
pien speranze ma distolte.
Ora appaion conseguenze
le qual si duol dell'affrontare
mai son state reticenze,
lo san tutti, pure l'âre.
Così affranti dal rimorso,
dell'error ahimè compiuto,
diamo poco a ciò che è corso,
ché di tempo n'è scaduto.
Or si vede il virtuoso,
il tenace, il vigoroso,
il temerario, che non cede
che combatte in ciò che crede.
Ribadisco sempre questo,
è 'l principio dell'onesto:
non si tien'altre persone
vincer paga 'l gran burrone.
Non è bene trar profitto
Dal vinto ormai sconfitto
Non v'è onor per il malvagio
diffuso ormai come 'l contagio,
Mai 'l guadagno con l'inganno:
i buoni frutti cresceranno.
Valerio Usseglio Mattiet
Composta martedì 15 dicembre 2009
Vota la poesia: Commenta
    Questo sito contribuisce alla audience di