Cadr il bastone dalla nostra mano

Cadr il bastone dalla nostra mano,
il vagare avr un termine,
deserta rimarr la terra degli uomini,
nulla pi vi accadr.
Nemmeno un uomo mirer lontano,
nemmeno un giovane veglier.
Nemmeno un pellegrino sul duro giaciglio
assaporer la beatitudine della sua anima.

Se ne saranno andati, quelli che qui vissero.
In silenzio si allontanarono da quanto esiste.
- Nessuno che si volt indietro...

Le stelle ancora fiammeggiano nell'eternit.
Ancora per tempi infiniti,
Lo scintillio della via lattea, la nebulosa,
ancora attraversa gli spazi.
E tutto come prima. Soltanto noi non siamo pi.
I fuochi dei nostri bivacchi si sono spenti.
Pr Lagerkvist
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    Tu che esistevi prima dei monti

    Tu che esistevi prima dei monti e delle nubi,
    prima del mare e dei venti.
    Tu il cui inizio prima dell'inizio di ogni cosa
    e la cui gioia e dolore sono pi antichi delle stelle.
    Tu che eternamente giovane vagasti sopra le vie lattee
    e attraverso le grandi tenebre fra di esse.
    Tu che eri solo prima della solitudine
    e il cui cuore era colmo di angoscia molto prima del cuore degli uomini -
    non mi dimenticare.

    Ma come potresti tu ricordarmi.
    Come potrebbe il mare ricordare la conchiglia
    nella quale una volta mormorava.
    Pr Lagerkvist
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      Tra diecimila anni

      Tra diecimila anni
      sotto gli alberi passer
      una fanciulla snella e bionda
      con fiori tra i capelli,
      e sar ancora primavera.

      un'ora mattinale
      qui nel bosco della mia giovinezza,
      dove tutto fresco di rugiada,
      ogni sentiero, ogni albero cespuglio,
      tutto ci che non perisce.

      Luminoso, il ramo della betulla sfiora
      la sua fronte pura,
      ed ancora lei
      che un giorno ho amato,
      tutto ci che stato esiste ancora.
      Pr Lagerkvist
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