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Le migliori poesie di Matilde Marcuzzo

Intanto io scrivo ....., nato giovedì 20 ottobre 1977 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Quando dorme l'aurora

... Quando dorme l'aurora
e sogna il mio cielo la tua passione,
giace un pensiero sulle ciglia sopite,
malattia impossibile che dipinge
di sangue l'anima e ti consuma gli occhi.
La luce di notte danza furtiva nell'ebbrezza dei cristalli,
fondi di profumi che non si sfiorano e immagini
che volano nell'aria come spiriti di voci perse nel tuo eco.
Vedo qualcosa oltre l'orlo del precipizio,
se oso posare i passi in quel vuoto io
riesco a toccarti e a guardare solo una donna che respira
e che con i capelli ti asciuga il cuore...
Matilde Marcuzzo
Composta lunedì 29 marzo 2010
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    Legami di porpora

    Qualcuno domanda gli anni della memoria
    che dentro un volto racchiudono le rughe dell'amicizia.
    Di certo molti, tanti ricordi al rallentatore,
    ore consumate come
    schiuma di sale e nuvole d'agosto.
    Ridere e affogare sul fondo
    di un orlo solitario
    ricamato da bevande d'arcobaleno.
    Affanni e allegria
    nei pensieri come ballerine in bilico,
    custodi amabili e fragili
    del sangue che instancabile guerriero
    ci lega come fratelli
    fra le lame del vivere incerto.
    Matilde Marcuzzo
    Composta nel dicembre 2009
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      Dagli un titolo o un dolore tu, per me fa lo stesso

      Nemmeno lo sai tu... tu che vivi e muori ogni giorno dentro di me:
      questa vita maledetta è una follia!
      Mangio foglie di veleno e pretende questo cuore penzolante di restare in bilico sull'idea della tua stessa ombra.
      Come si può dire un nome senza paura, senza oblio? Non sento respiro, non dico la tua identità stabile del marcio amore che mi prese e più donna mi rese. Ecco a te sono arrivata, al cospetto dell'addio e della morte, non ho più nulla, nulla per cui ridere con l'anima e brindarci su con le lacrime. Resto supina su un tuo pensiero e guai a chi mi tocca! A questo mostro che ho dentro dagli un titolo o un dolore tu, per me fa lo stesso!
      Matilde Marcuzzo
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        Una goccia d'amore

        Ti incontrai su pietre di petali d'oro,
        tu spirito cortese attendevi all'ombra degli ulivi
        con la luce viva negli occhi e fili d'erba nei capelli.
        Come una dea scalza sei giunta all'olimpo
        del mio cuore impossibile e hai danzato
        con il sussurro delle mie parole.
        Alla sorgente della vita con te
        ho assaporato il sangue degli amanti,
        e  tu mi hai donato la goccia più cara.
        Poiché è un diamante incastonato nell'anima
        questo dolore resta per sempre
        con me in questo rifugio alla fine del sentiero
        dove tutto tace ma solo i nostri respiri
        fanno eco con il primo battito.
        Matilde Marcuzzo
        Composta domenica 31 luglio 2011
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          Sei come la neve

          Pensare all'improvviso di non saper nulla di te
          dall'alto della radura, mentre osservo lenta la neve cadere giù
          e il vuoto che sento si trascina lontano coi fiocchi leggeri
          come questo silenzio che io vivo da quando ti ho perso.
          Con il viso bagnato ed i passi pesanti,
          avanzando stanca
          io sposa triste di questa natura che mi conduce nel gelo,
          porto in capo un velo di vento e fra le ciglia
          si nascondono le mie lacrime di neve sciolta.
          Ma è un fuoco forte di dolore tutto il mio corpo
          che si vuole scostare dal ricordo di te, freddo uomo come la neve, presente qui oggi fra i boschi.
          Senza pietà lasci in ginocchio la tua sposa al culmine del sentiero
          la sagoma china e le mani che in preghiera serrano
          l'eco delle tue ultime parole.
          Matilde Marcuzzo
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            Noi non ci incontriamo mai

            È il primo saluto il nostro incontro inconsapevole e impacciato,
            ci ha reso sagome di memoria in una stanza senza speranza.
            Nessun sgomento no, noi non ci pronunciamo mai.
            È una smarrita tentazione il connubio dei nostri respiri
            alla penombra di un vetro opaco,
            ci ha reso anime ingiallite in balia dei sogni.
            Nessun dolore no, noi non ci accarezziamo mai.
            È una frenetica ora il nostro parlare distratto e malizioso,
            ci ha reso forti di saper come amare senza sanguinare.
            Nessun sorriso no, noi non ci riflettiamo mai.
            È una dimora di treni il luogo in cui non ti trovo mai,
            Il nido del mio inferno, del mio fuoco eterno,
            ci ha reso voci divise da una campagna in corsa.
            Nessun fiore fermo no, sul suo nettare noi non ci posiamo mai.
            È un cuore solcato sulla sabbia la nostra storia triste,
            baciata da un'onda senza rabbia,
            ci ha reso come gabbiani senza vento oltre un sole spento.
            Nessun nome resta no, noi non ci incontriamo mai.
            Matilde Marcuzzo
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