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Scritta da: Lorenzo Arcaleni

Paradiso infuocato

La spada deve bruciare
anche se riposta nel fodero.
La luce splendere
anche se la nebbia
attanaglia l'uomo alla propria pietra.
Il paradiso ha le porte in oro
per chi ha la pace
nel cuore e nel corpo,
e all'Inferno tutti cantano
di un luogo dimenticato
che il sole ha illuminato.
La notte è buia,
il giorno lontano,
la vista annebbiata,
ma la fede arde
sebbene il fodero sia rotto.
Lorenzo Arcaleni
Composta venerdì 6 giugno 2014
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    Scritta da: Lorenzo Arcaleni

    Eternità nell'uomo

    La silente natura contempla il vento,
    l'aureo mendicante dalla sacca
    piena dei nostri sogni.
    Mosse da un canto gioioso
    le foglie annuiscono alle molteplici vite,
    volteggiando tra l'azzurro cielo
    si inchinano al suono delle ore.
    Creature incantate si muovono
    per opera della maestosa aurora,
    colei che squarcia l'aria
    intrisa di un profumo perduto.

    Aura di pace sognatrice,
    i sensi si placano
    tra l'uomo e il mondo.
    Come un soffio,
    egli continua imperterrito
    nella sua cosmica virtù,
    i suoi occhi trasmettono l'eterna luce
    a chi ha perso il volto
    tra i cespugli incolore.
    Nel verde mare,
    tra antiche parole e antichi canti,
    si odono i mille suoni,
    mentre l'occhio osserva
    le miriadi colorazioni in riverbero.

    Perduto nel bosco,
    la via non si sente,
    non la si percepisce
    se non con i propri occhi.
    Un attimo
    e l'acqua si congela di morte,
    un attimo
    e il fuoco si bagna di vita.
    Lorenzo Arcaleni
    Composta venerdì 6 giugno 2014
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      Scritta da: Lorenzo Arcaleni

      Versi in Luce

      Solo la sabbia ha il potere
      di spegnere il nostro desiderio
      di volare oltre il mare di ghiaccio.
      C'è, dentro il mondo,
      un passaggio arcaico per la terra dei vivi,
      teschi e ossa a ricomporre
      il mosaico della vita.

      Deliziatemi con i versi appesi
      nei vostri occhi lucenti,
      le parole ingombranti tra le menti,
      l'usignolo bruciato dal freddo
      dei nostri sguardi verso il cielo.
      Abusate della pioggia elettrica,
      delle matriosche in evoluzione,
      dei boschi pietrificati
      sopra coltivazioni di fuoco.
      Adornate le ombre di luce,
      la luce di saggezza
      e la morte sarà il volto
      dell'angelo crocifisso.
      Lorenzo Arcaleni
      Composta giovedì 5 giugno 2014
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        Scritta da: Lorenzo Arcaleni

        Destino tra le remote sabbie

        Danzano tra le nebbie
        gli oscuri passi velati
        dell'uomo corrotto
        tra gli specchi rotti,
        destato dal sonno
        il reale, antico splendore
        di una città soffocata
        dall'oro colato.

        Catene arrugginite
        lasciate tra i passi bianchi,
        bloccano lo sbocciare
        di quei fiori appassiti dal tempo,
        non sono che la rievocazione
        della natura incorruttibile
        nell'anima incandescente.

        Ci consola l'animo
        la madre dell'uomo, perso
        dentro i suoi oscuri cerchi,
        resuscitato dai cadaveri ambulanti
        di spiagge sporcate dalla notte.
        Nell'uomo confluisce il destino
        di assaporare per l'ultima volta
        lo sconfinato universo
        del suo essere.
        Lorenzo Arcaleni
        Composta mercoledì 4 giugno 2014
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          Scritta da: Lorenzo Arcaleni

          Dama nell'abisso

          Ho dovuto sacrificare
          i miei due occhi d'alabastro
          per poter vedere oltre i cancelli
          nella percezione della sua immagine.
          Ho dovuto sacrificare
          la mia parola
          bruciata dal sole,
          inghiottita dalla luna.
          La mia pelle è diventata fortezza,
          un urna ripiena di sogni
          e di amori eclettici
          per la dama che fu preda
          e vittima
          dell'abisso scuro.
          Lorenzo Arcaleni
          Composta martedì 3 giugno 2014
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            Scritta da: Lorenzo Arcaleni

            Bagliori lunari

            Si sciolgano le candele
            ai bagliori lunari,
            uno sfogo tra le notti
            in procinto di abbagliare
            i lontani viaggiatori.
            L'anima brama la purezza, nella complicità
            della vita esuberante
            tra gli oscuri fossi.
            Gli occhi piangono di terrore,
            di futuro incerto
            è la matrice che vincola
            le spalle alla croce,
            solo i cigni sono liberi
            in volo.

            Violente tempeste arrotolano l'uomo
            sulle alture dei peccati,
            in una tormenta di ricordi
            tra mille muri che ascoltano
            solo se stessi.
            Il divino è sceso
            sulla fronte degli uomini bianchi,
            e i neri passi
            sono l'ombra di chi ha visto
            per l'ultima volta
            il fosso.
            Lorenzo Arcaleni
            Composta martedì 3 giugno 2014
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              Scritta da: Lorenzo Arcaleni

              Cuore in mare

              C'è un mare spento in ogni momento
              dove i pesci giocano innevati.
              Dolci sirene
              si circondano
              di suoni fiabeschi,
              un rituale dalla testa piatta
              tra gli sbuffi di fumo
              del mondo.
              Le favole perse
              tra gli aghi di pino,
              le infinite maschere
              a mangiar se stesse,
              non più una clessidra sarà
              custode del cuore.

              È buia la notte
              in cui dorme
              l'anima.
              Lorenzo Arcaleni
              Composta mercoledì 28 maggio 2014
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                Scritta da: Lorenzo Arcaleni

                L'incanto del fuoco

                Non si sentono più le oche cantare,
                ne gli uomini lanciare
                l'incanto del mattino
                sulla morte precoce del sogno.
                C'è una statua dentro noi, rannicchiata
                nella sua bellezza,
                bagnata dalle onde piangenti
                del cielo rannuvolato.

                È un attesa leggera
                tra le macchie lunari,
                una cena prima del tramontar
                delle fiamme solari.
                Chi si esprime per mezzo del fuoco
                ha già bruciato se stesso
                nell'incendio della propria casa.
                Lorenzo Arcaleni
                Composta venerdì 30 maggio 2014
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