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Scritta da: piumarossa70

Non era il vento

Non era il suono di uno spirito
né il canto di un uccello:
era il mio flauto
quello che sentivi
la scorsa notte
lungo il fiume.
Quando sei arrivata
con la tua anfora
là dove il fiume
trascina dolcemente
i rami dei salici,
era il mio flauto che suonava,
che ti chiamava:
"Wacoba! Wacoba!
Vieni presso il salice!"
Non era il vento, l'altra notte,
o un cuculo,
che smuoveva i cespugli di lupini:
era il mio sangue
che rispondeva
al fruscio delle tue vesti sopra l'erba,
era il mio sangue,
la presso il rosaio che cresce sotto al salice.
Non era un animale
quel che sentivi agitarsi,
l'altra notte:
era il mio cuore
che andava avanti e indietro
morso dal desiderio,
al ritmo della musica
che usciva del mio flauto.
Wacoba, Wacoba,
era il mio cuore quello che hai sentito
sobbalzare sotto i salici.
Indiani Shoshone
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