Scritta da: imetuztra

Di vento

Le stelle svaniscono e lì, vicino all'abisso,
rimane l'anima del mortale che morì per il lamento della terra
che il fiume portò al suo cuore.
Ascoltò le grida dei morti
E provò il sangue dalla caldaia veeemente.
La pietà sparì dal pensiero con il canto delle sirene.
Sembra un'entità con la spada e le ali di cristallo.
Pare che sia uno strano che dimenticò la vita e le parole del suo dio.
Mentre l'abisso copriva il suo destino, i suoi piedi scavarono la propria tomba.
Uno straniero della vita fu, del pianeta, del peccato.
Uno straniero del dolore, del tormento, del pensiero.
Il cammino è passeggero, per le coscienze di vento
Con la tristezza d'argento la malinconia del tempo.
Ime Ojinaga
Vota la poesia: Commenta
    Questo sito contribuisce alla audience di