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Scritta da: hermes

Il castello di sabbia

Per un tempo
che a lui parve infinito
stette a presidiare
il mare.

Era nato
dal sogno felice e allegro di un bambino
un mattino d'estate
cuore di mille granelli di sabbia.

Un'onda un poco più grande
una notte
lo disfece.

Non seppe mai
cosa fosse
il pianto di un bambino.
Graziano Grambone
Composta mercoledì 6 maggio 2009
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    Scritta da: hermes

    Album di foto

    Forse ancora avrai nel cuore
    L'ansietà
    del tuo mare profondo
    E le trasparenze che denudavano i nostri segreti
    Più bella ancora
    Se l'onda portava a te per gioco
    Scintillanti briciole di conchiglie
    Che riprendeva
    Nel rollio infinito
    Di chi non si consuma

    Così
    Per gioco
    Sovente la vita torna
    Come l'onda
    A offrire, nel fluire del tempo
    Volti
    Che addolciscono e scaldano il nostro cammino

    E come poi nella sera tutto rifluisca alla risacca
    La luce, il profumo della verde età...
    Le promesse che giurammo eterne...

    Sminuzzati giorni stretti nel pugno della memoria

    Oggi
    Nelle sere in cui tarda a giungere notte
    le mani reggono
    Un grande album
    Che nostalgia sfoglia e incanta.

    Ogni volta che l'apro
    la vita generosa
    Mi rende mille immutati sorrisi.
    Graziano Grambone
    Composta mercoledì 22 aprile 2009
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      Scritta da: hermes

      Nevicata

      La terra
      S'è vestita della propria
      Infanzia

      Sul grezzo della storia
      È calata
      Una coperta di sogno

      Svaniti fossati e confini
      Il dolore s'è assopito
      L'uomo si concilia con l'uomo

      L'airone solitario è un angelo
      Che cerca la donna per dirle
      Che presto avrà un figlio

      I colori di un pettirosso
      Sono già un tramonto.
      Graziano Grambone
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        Scritta da: hermes

        Nella nebbia

        Nebbia
        Che cancella orizzonte
        E muta Alberi e case
        Come dissolvenze

        Tra cielo e terra
        un solo passo t'è concesso
        Prudente e leggero
        Un'oncia di vita
        E poca strada

        Non distinguo il volto dei passanti
        Ma sento il battito di mille cuori
        tracciare sentieri invisibili

        Avverto il tepore
        Di tutte le case in cui ho abitato
        E il chiasso dei cortili
        E tutte le albe che m'hanno incantato

        Nell'indistinto
        Passa il treno, la nave, l'aereo e due colombe
        So questo
        Perché un filo d'aria m'ha accarezzato.

        Da tanto tempo m'attendono gli amici
        Sul prato della Chiesa
        Lo so
        Perché qualcuno nella nebbia m'ha abbracciato.

        Ho salvato questa viola dall'inverno
        È tempo ch'io la doni
        E il cuore l'affida al grigiore dell'aria

        Fiore che volteggi e poi scompari...

        Forse non sei mai caduto.
        Graziano Grambone
        Composta domenica 30 novembre 2008
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          Scritta da: hermes

          Frammenti

          Sono una briciola
          di memoria
          dell'Universo...

          Respiro
          sulle labbra
          d'ogni persona
          esiliata...

          Alzati
          e vola
          ancora
          placida nube
          cucciolo di neve
          che indifferente galleggiando
          t'allontani...

          Ho raccolto
          nel palmo
          sillabe
          di esili figure erranti...

          Le antenne del Cielo
          narrano
          pietose
          le imprese dei morti...

          Sfiora
          l'ombra della mano
          un passero
          disceso dal Cielo...

          Un solo istante...

          Poi la vita
          con un fremito
          d'ali
          s'allontana...
          Graziano Grambone
          Composta mercoledì 6 luglio 2011
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