Stella, mia unica stella, nella povertà della notte sola, per me, solo, rifulgi, nella mia solitudine rifulgi; ma, per me, stella che mai non finirai d'illuminare, un tempo ti è concesso troppo breve, mi elargisci una luce che la disperazione in me non fa che acuire.
Agglutinati all'oggi I giorni del passato E gli altri che verranno,
Per anni e lungo secoli Ogni mattino sorpresa Nel sapere che ancora siamo in vita, Che scorre sempre come sempre il vivere, Dono e pena inattesi Nel turbinio continuo Dei vani mutamenti.
Tale per nostra sorte Il viaggio che proseguo, In un battibaleno Esumando, inventando Da capo a fondo il tempo, Profugo come gli altri Che furono, che sono, che saranno.
Morire come le allodole assetate sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perché di volare non ha più voglia Ma non vivere di lamento come un cardellino accecato.