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Sordo violento eterno carnevale

Maschere allegre rischiarano
facce,
sudice
strazianti
deluse.
Abiti luccicanti accecano
occhi
scialbi
afflitti,
desolati.

Il rumore,
rapace,
riparo accogliente e sicuro,
scaraventa
scaglia
scaccia
l'atroce silenzio,
molesto
confuso
funesto.

Circe sorride,
candida,
invitante,
criminale:
un rifugio,
fuga agevole
da uomini a porci,
esistenza semplice,
senza ideali,
senza difficoltà

Cyrano
angustiato,
lugubre,
cupo,
attende Rossana
invano:
vanitosa,
frivola,
volgare,
non accetta il naso

Poeta
muto,
sospetto,
impreca
nel deserto immenso
parole
nuove,
paurose,
senza comprensione:
"Se allontani il cerotto corrotto di vanità
sanguina dentro!"

Si barcolla,
si lotta
con false spade,
si cade,
con un sordo rumore,
violento,
eterno:
si chiama Carnevale,
dove solo chi scherza
vale.
Giuseppe Dalla Barba
Composta martedì 21 febbraio 2012
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