Poesie di Giovanni Zannin

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Alle onde

Alle onde si può chiedere
di mostrare il proprio virilismo
ma il Sole s'accende
di rabbia precoce.
Esso è colmo d'ira con chi tocca le sue amanti
e respinge all'inverno
ogni cruda intenzione.
Io passo ore a guardarle
senza muovere
ciglia e mani
sotto il cielo.
Prometto al cuore
che vedrò i loro lati oscuri
presto e da solo.
Sarò un'alga
insignificante
che cammina fra selve d'acqua
e arene di granchi.
Starò in disparte
se col mare invecchio
e costruirò
trincee di laguna
per vedere la bellezza
tatuata dalla Luna.
Giovanni Zannin
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    Notturna

    La luna starnutisce
    facendo dolce tutto il Creato.
    Ride tutta la nottata:
    si sente eccome la sua risata
    nel bianco nevischio.
    Sgaiattolando nel labirinto
    non di mia proprietà
    inspiro
    il brivido boreale.
    Infine la notte,
    incappucciata di vaneggi,
    sfida me
    e chiunque indietreggi.
    Giovanni Zannin
    Composta lunedì 30 novembre 2009
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      Dammi un bacio

      Lenta cera cola
      dai tuoi occhi delusi.
      Ho il cuore infilzato
      dai tuoi sguardi confusi.
      Ergiti coraggiosa, mia ispirazione.
      Feroci fauci sbranano la gioia soffusa.
      Lontano, troppo lontano
      è il baratro di nebbia
      barcollante sul mio petto,
      di cui si scuote la corteccia.
      Penso a te che di effusioni vivi
      come latte di vaniglia sul seme degli ulivi.
      Chiedo una cosa, soltanto quella cosa:
      posso baciarti come un tempo?
      Ho il sapore dei giorni verdi,
      spesso dissonanti, fra i quali inciampo.
      Il mondo ride ai nostri sogni
      immersi di piacere.
      Giovanni Zannin
      Composta sabato 31 ottobre 2009
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