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Poesie di Gaspare Serra

Studente di Giurisprudenza, nato lunedì 2 luglio 1984 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: Gaspare Serra

L'altra faccia dell'amore

Nubi ammassate d'inverno
feriscono il cielo d'autunno
di cicatrici d'acqua e sale.

Acide lacrime asciutte
scagliano stille sull'anima,
scivolando sulla pelle scura
come lame taglienti d'una accusa.

Urlando in profondi silenzi,
stringiamo le catene delle tue paure
coi fili tesi dei mie discorsi a maglie sciolte,
alla ricerca d'un instabile equilibrio.

Come la radice può inclinare l'asfalto,
un istante sfuggito al tempo,
una parola rapita da un volo
possono bastare a far crollare tutto,
a trasformare due sguardi in due cammini,
rivelando l'altra faccia dell'amore.

Domani è ancora lontano,
ma meno lontano di te.
Gaspare Serra
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    Scritta da: Gaspare Serra

    Salsedine di vita

    Onde spezzate dal mare
    si infrangono sulla riva battuta dal sole,
    rumoreggiando emozioni
    riecheggianti sulla sabbia pien d'orme.

    Tra la salsedine di vita degli uomini
    e una moltitudine di fango ai piedi,
    brezze scappano fugaci nel vento
    calpestando aloni di rimpianto...

    Un aquilone sfugge alla mano d'un bimbo
    rincorrendo indeciso un gabbiano.

    Nessun'ombra resterà a proteggerci.
    Gaspare Serra
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      Scritta da: Gaspare Serra

      Due abissi che s'incontrano

      Un mistero di silenzio ci separa
      mentr'io ti sento ancor più vicina,
      nei paraggi dell'esistenza.

      Nelle tue labbra ordinatrici
      trova ordine la mia vita;
      le tue parole racchiudono inesplicabili spazi,
      varcando senza vesti
      profondissime gote
      ed indugiando librate nell'aria
      (come aloni sospirati dal vento... ).

      La mia voce tremante
      s'incatena alla tua suadente;
      in ogni mio pensiero
      converge un brivido in fiamme,
      mentre il mediterraneo delle mie labbra
      emette
      scintille
      di fuoco
      -per te-.

      Ti ho vista,
      in un momento ti sei persa;
      mi ungesti di luce
      e in un attimo i miei occhi
      presero la forma dei tuoi sguardi,
      liberando per te
      sguardi d'Amore incontrollati
      (vetri spezzati che si specchiano,
      granelli di sabbia che si bagnano... ).

      Un linguaggio ancestrale
      trasuda dal tuo sorriso,
      mentre la mia mano
      - impigliata nella rete di oggi e di ieri -
      è ancora riversa sulla tua,
      rifugiandosi in una valle d'eternità e d'immenso...

      Imprigionato ai tuoi passi
      seguo la tua ombra in simbiosi;
      ogni carezza
      -freccia puntata d'ogni tentazione-
      permuta il dolore represso in un grido,
      mentr'io raccolgo un fiore bianco di magnolia
      per ritrarti un'altra volta.

      Abbattuti muri di resistenza,
      tolgo il sonno alle labbra,
      supero ogni lecito confine,
      perché un bacio ricopra la distanza che rimane
      tra la tua Amicizia
      ed il mio Amore!
      Ed intanto sento sprofondare sotto me un vuoto
      cresciuto all'altezza esatta del piacere
      (pozione segreta da bere
      - rabbrividendo -
      in fretta).

      Addormentata nella strada d'un sogno,
      rivedo te ogni giorno
      nell'orbita di gesti non compiuti,
      di sguardi non sferzati;
      la notte il rosso dei miei pensieri
      tinge le tue vesti di carne
      per dare l'ultimo tocco
      alla tela che ti ritrae folgorante
      (scintilla di sole
      pronta ad infiammare il cielo! ).

      Il nostro Amore rimarrà
      il sogno irrealizzato d'un bambino,
      il volo accennato d'un gabbiano,
      il frutto non raccolto d'un giardino,
      perché noi siamo
      come due abissi che s'incontrano:
      un pozzo senza luce
      che fissa il suo cielo senza fondo...
      Gaspare Serra
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        Scritta da: Gaspare Serra

        Brecce d'incoscienza

        Il ricordo mi inonda
        di parabole di incroci
        segnati dal caso.

        Una carezza attraversa
        -da una sponda all'altra-
        il mio mare d'inquietudini.

        Pareti costruite dal tempo
        -una dopo l'altra-
        affondano,
        aprendo brecce d'incoscienza.

        Ed io risalgo
        da una chiocciola di scale,
        sentendo il mondo girare
        sotto i piedi...
        Gaspare Serra
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