Poesie di Eugenia Roma

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Scritta da: Eugenia Roma

Alla madre eterna

Vorrei poter posare il mio volto sul tuo cuore
oh madre eterna
e con le mie braccia stringerti, abbracciarti,
lasciarmi andare in te,
lasciarmi cullare da te,
riposare in te e restare così per sempre
con il mio volto sul tuo cuore
e il mio cuore che palpita d'amore per te
all'unisono con il tuo.
E la mia anima abbandonata nella tua grande anima
che trovi finalmente il suo riposo, la sua pace.
Dopo questo lungo affanno, questo interminabile inverno.
E tu madre eterna nel tuo abbracciarmi
con il tuo manto di sola luce, luce inaccessibile, incontaminata
nascondermi in te per sempre
come hai nascosto, protetto e rifugiato in te
l'inerme, il piccolo, il fragile Gesù cristo
in attesa che divenisse il grande, il potente, il gloriosissimo re dell'universo.
Lui ha scelto te come sua dimora...
scelgo anch'io te madre eterna
a sua perfetta imitazione.
E poi madre eterna
partoriscimi al mondo come hai partorito lui
da quella umile grotta del tuo santo grembo
conduci alla luce!
Il cristo Gesù in te era luce nella luce...
nel tuo abbraccio dissolvi ogni mia ombra,
trasformami in luce, trasformami in Gesù.
Con la tua luce abbagliante, fulgida e splendente
spegni e acceca le luci falsate
che i riflettori di questo mondo
hanno proiettato in me e fuori di me.
Parlami solo tu madre eterna con il tuo silenzio
e che taccia tutto fuori e dentro di me!
Eugenia Roma
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    Scritta da: Eugenia Roma

    L'immortal luce

    Nell'infinito cielo,
    che da sempre guardai con nostalgico amore e speranza,
    la mia dimora eterna, domani,
    laddove abitano gli angeli puri
    volteggianti nella danza cosmica
    quieta e felice
    dell'universo dipinto dal sole,
    che dà forma al creato tutto
    e illuminato da luna e astri,
    laddove il buio consente ai santi di splendere
    come scie luminose nella notte del mondo,
    lì, libera e indegna
    migra l'anima mia!
    Dio sole,
    nel giorno radioso e splendido
    non lo si può guardare in faccia,
    è troppo abbagliante la sua luce!
    Gli occhi abituare
    ad ammirare i suoi riflessi nel creato, luna e stelle
    la cui più tenue luce prepara a quel dì
    in cui a "tu per tu" lo vedremo Dio,
    che appena son degna di contemplare da questa terra d'esilio
    io, misera creatura
    ma una cosa sola con il "tutto"!
    E andar più via non vorrei
    dalla deriva di questa vita
    su cui dopo lunghi naufragi approdai,
    per nutrirmi ancora del suo amore quaggiù
    in attesa dell'eterno gaudio.
    Mi irradierà "per sempre"
    tale inaccessibile, increata, immortal luce,
    che mai meritai!
    Eugenia Roma
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      Scritta da: Eugenia Roma

      Mare

      Mare che mai navigai
      io ti attraverserei!
      Parlami delle tue burrasche
      delle tue acque quiete
      di quando ti attraversa la luce
      di quando la notte ti incupisce
      e la luna ti usa come specchio.
      Bagnami mare che mai navigai
      e che sei il mio mare più bello
      e fa che sia tutto diverso!
      Lasciami naufragare in te
      ma senza annegare mai!
      Eugenia Roma
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