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Scritta da: efrg

Fiume

L'attesa ci insegna ci colma ci solleva
da quello stato di appagamento che a volte
ci annoia.
l'attesa cede il passo all'incertezza,
che ci scalfisce ogni secondo e ci provoca una sofferenza.
l'incertezza essa stessa non ha ragione d'essere
poiché in quell'istante è assenza di qualcosa o di qualcuno
per non si sa quale motivo
ma che intanto non c'è.
subentra quindi la rottura,
una chiusura volontaria
per dar termine ad una sofferenza, che si spera avvenga,
con una rassegnazione a quello che è così com'è.
è voler assecondare lo scorrere degli eventi,
o è volerli gestire
anche se nella maniera peggiore,
purché
siamo noi gli artefici del nostro destino?
no, mi torna di nuovo in mente l'incertezza
che se anche fa soffrire
lascia un pur flebile barlume
di speranza,
che l'acqua
che mi trasporta
mi conduca
in un posto
migliore.
Emanuela Grata
Composta lunedì 11 febbraio 2013
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