Scritta da: Angelo Puglia

Il fumo: agli amici fumatori.

Mo vi scrivo quattro versi,
dato che siete diversi,
no, non froci né ricchioni:
fumatori tosti e buoni,
che fumate notte e giorno
mentre chi vi sta d'intorno
condivide il vizio audace
senza mai trovare pace.
Io fumavo da trent'anni
nelle gioie e negli affanni
respirando con fatica
anche a quella vista antica
(qual?, La rima ve lo dica),
m'illudevo d'esser toro
se ciucciavo una Marlboro,
ma la resa peggiorava
ogni giorno che passava.
Non vi dico dei viaggi
eran incubi selvaggi,
sempre in cerca di un ritiro
per sbafarmi qualche tiro,
poi vietato dappertutto
e qui venne proprio il brutto:
ore e giorni d'agonia
per la sigaretta mia,
non potendo, come adesso,
manco accenderla nel cesso.
Così dissi: caro amico
lascia questo vizio antico
dà una svolta alla tua vita
prima che sia già finita
se finire devi in cenere
sia per Bacco, sia per Venere,
non sprecare soldi e fiato,
non tossire a mozzafiato,
smetti e goditi la vita,
gioca nuova la partita:
così feci e, non vi mento,
ne son sempre più contento:
se vi servono più dati
meditate gli allegati.
Angelo Puglia
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