E’ alle 10.21 del 23 settembre che torna ufficialmente la stagione autunnale per l’emisfero boreale.

In questo preciso momento infatti, il Sole transita (o meglio sembra transitare) per il punto della Bilancia, un punto immaginario in cui l’equatore celeste interseca l’eclittica, il tragitto apparente descritto dalla nostra stella in un anno. Sarà il momento in cui il periodo diurno e quello notturno avranno la stessa durata e il Sole si troverà esattamente allo zenit dell’equatore della Terra.

Ma in cosa consiste l’equinozio? E perché si verifica due volte in un anno?

equinozio-autunno

Partiamo dalla Terra, precisamente dall’equatore, e immaginiamo di proiettarlo sulla sfera celeste. Avremmo così un piano (equatore celeste) che divide il cielo nell’emisfero Nord e Sud, al pari di come l’equatore divide il nostro pianeta nell’emisfero boreale e australe. Adesso invece analizziamo il moto della Terra: il suo asse di rotazione è inclinato rispetto al piano dell’orbita, per un valore pari a 23,27 gradi.

La Terra nel suo moto di rivoluzione mantiene sempre questa inclinazione, così che l’emisfero inclinato verso il Sole cambia durante il corso dell’anno.

Passiamo ora invece al Sole. Se volessimo proiettare il suo moto apparente durante l’anno sulla sfera celeste descriveremmo un’ellisse, nota in astronomia come eclittica . Allo stesso modo potremmo definire questo cerchio allungato immaginario come la proiezione sulla sfera celeste del piano orbitale terrestre.

Per effetto dell’inclinazione dell’asse terrestre, l’ equatore celeste e l’ eclittica sono anch’essi inclinati l’uno rispetto all’altro. I punti in cui si intersecano si chiamano punto gamma (o dell’Ariete) e punto Omega (o della Bilancia) e segnano rispettivamente l’ingresso nella stagione primaverile e in quella autunnale (con gli equinozi). In corrispondenza di questi punti immaginari, il Sole sembra muoversi  da un emisfero celeste all’altro, e in questi momenti cambia anche il modo con cui i raggi giungono sulla superficie terrestre. All’equinozio, infatti, i raggi che provengono dal Sole risultano perpendicolari all’asse di rotazione terrestre (con nessun polo inclinato verso o lontano dal Sole), così che i due emisferi ricevono  allo stesso modo la luce della stella, e il giorno e la notte hanno (pressoché) la stessa durata.

Anche Google celebra la giornata dell’equinozio con un doodle

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Noi di PensieriParole invece vi lasciamo con una poesia del poeta tedesco Heinrich Heine:

Scuote gli alberi il vento d’autunno

Scuote gli alberi il vento d’autunno,
nella notte umida e gelida;
avvolto nel mio grigio mantello,
cavalco tutto solo nel bosco.

Mentre cavalco, io vedo in frotta
cavalcare con me i miei pensieri;
come il vento mi portan leggeri
a casa della mia diletta.

I cani abbaiano e la servitù
accorre con le fiaccole in mano;
salgo con furia su per le scale
facendo risuonar gli speroni.

La sala splendida degli arazzi,
è pervasa di aromi e calore,
lì m’attende il dolce mio amore…
mi precipito tra le sue braccia.

Il vento mormora tra’ l fogliame,
e si sente la quercia parlare:
«Cosa vuoi, folle cavaliere,
con questo tuo folle sognare ?».

 

 

 

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