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Scritto da: Diego Buonaccorso
Esistono innumerevoli talent show per esibire i più inusitati talenti del mondo, mentre nessun merito va a coloro che possiedono talenti in qualche modo dimenticati, anch'essi bellissimi, ma che rischiano di diventare desueti e superati per colpa della parzialità dell'intrattenimento contemporaneo.
Va molto di moda il talento nel cucinare, nell'emulare suoni per mezzo della bocca o nell'ingoiare fuoco e fare capriole, balli movimentati e petalose danze che riproducono le movenze dei robot.
Scrivere prosa e comporre poesie, invece, sono talenti destinati a rimanere vittime del baratro dell'oblìo e del non riconoscimento.
Si dice che ogni giorno si deve imparare una nuova lezione: ho imparato svariati giorni fa che il mio miglior talento è quello di scrivere idiozie.

Ma è proprio questo il problema. Non c'è spazio per i talenti sfuggenti, solo per quelli acrobatici e plateali.

Anche oggi ho frequentato una lezione, sono un piccolo ragazzo di città che troppo spesso dimentica di adempiere ai propri impegni di studio.
Una mia vera passione è la musica, ed ho dimenticato di chiedere che la mia passione venga rispettata, visto che se non rispetti te stesso in questo mondo imperfetto nessuno rispetterà te, e se non credi in te stesso nessuno crederà in te.
Ho imparato che non tutto sta sui libri, ma che sta fuori, per le strade, e che bisogna uscire per strada ed annusare il profumo della vita per vivere veramente.

Ogni tanto abbattersi è normale, è la vita con i suoi alti a bassi che ci spinge a farlo.
Noi siamo esseri umani e siamo fragili, crediamo che oggi non esistano schiavi e che non esistono padroni anche se schiavi e padroni non hanno mai smesso di esistere anche se le cose sono soltanto cambiate nella forma, ma mai nella sostanza.
Siamo troppo pigri per cambiare la sostanza.
Nessuno forse porta più sassi in cima a una montagna per costruire una piramide ad un cazzo di faraone (forse... in quanto però adesso ci sono bambini poveri che cuciono i palloni con cui giocani i bambini ricchi) ma siamo cambiati tanto che ormai siamo perfino in grado di costruire cose che ci rendono schiave di noi stessi.

L'uomo si è ribellato a tutto per tutta la storia, tranne che per quello a cui serviva veramente ribellarsi e, devo essere sincero, credo che abbia anche fatto bene, ma ormai ci siamo ribellati a talmente tante cose che non abbiamo più smesso, siamo impegnati a ribellarci ad un punto tale che ci si è giunti ad uno stato di anarchia intellettuale e la ribellione continua diventa ribellione contro il nulla.
Diego Buonaccorso
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