Scritta da: Silvana Stremiz
Il cervello, è più ampio del cielo.
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Il cervello, è più ampio del cielo.
La pallottola che mi ucciderà non è ancora stata forgiata.
La direzione nella quale l'educazione di un uomo lo avvia, determinerà la sua vita futura.
Così sono le donne: prima di sposarlo, vogliono che il marito sia un genio. Quando l'hanno sposato, vogliono che sia un babbeo.
Quelli che mi vedono, raramente si fidano della mia parola: devo aver l'aria di uno troppo intelligente per mantenerla.
Conoscere se stessi non è soltanto la cosa più difficile, ma anche la più fastidiosa.
L'uomo è uno è nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l'impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.
A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l'unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia. Tutto intorno è un continuo inseguirsi di faccie e ombre e voci, persone che non si pongono nemmeno la domanda e accettano passivamente una vita senza risposte per la noia o il dolore del viaggio, accontentandosi di spedire qualche stupida cartolina ogni tanto...
Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni, vivete la vita che avete sempre immaginato.
Un peccato di gioventù è quando si è giovani e non lo si commette.
Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro.