Scritta da: Silvana Stremiz
Conservare il dolore di vecchie ferite è estenuante e faticoso.
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Conservare il dolore di vecchie ferite è estenuante e faticoso.
Quando i colori bruni dell'autunno sostituiscono gli splendori dell'estate non ci sono più fiori da cogliere, se non quelli che portiamo dentro di noi e che restano intatti anche nei rigori dell'inverno.
Il perdono, più che saldare un conto col passato, ne apre uno col futuro.
Nelle grandi tragedie si riconosce la vera amicizia.
Le donne ricevono un dono incredibile, quello di poter sentire crescere dentrò di sè un'altra vita. Ed è in assoluto l'emozione più grande che si possa mai provare.
Il rancore ha radici profonde, avvelena la vita alimentando la vendetta.
Se immersi nel silenzio si sente squillare il campanello, si ha l'impressione che il rumore sia più stridente di quanto lo sia in realtà. Io cerco di far vibrare un colore in modo intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio.
L'amicizia è una cosa rara. Da coltivare, nutrire e difendere come i più grandi degli amori.
Nell'amicizia se punti troppo, chi resta fregato sei sicuramente tu.
Amico mio si dice con troppa facilità, si dice spesso dopo un abbraccio, dopo qualche caffè bevuto insieme, dopo un attimo che credi sia stato di lealtà. Poi passa il tempo e quell'abbraccio si fa sempre più freddo, il caffè lascia un sapore amaro. Sì, amico è una parola impegnativa, è un patto che si firma con l'anima, un impegno d'affetto sincero, un vissuto che dura più "di un attimo".