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"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che saranno ridere!"
E rise ancora.
"E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per piacere... e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai" Sì, le stelle mi fanno ridere! "E ti crederanno pazzo. T'avrò fatto un brutto scherzo..."
e rise ancora.
"Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

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    Commenti


    7
    postato da , il
    Purtroppo non ci si consola sempre semmai il dolore si attutisce altrimenti non sarebbe sopportabile . Fortunati quelli che si consolano, forse sono stati più bravi ad amare
    6
    postato da , il
    alla fine..si deve dimmeticare quelle  cose brutte e ricordare le cose bellle..e poi non è detto che loro si debbano salutare..ecco ..non è un addio perchè magari restando amici ..un giorno si ricotreranno ..pero si è molto difficile..ma è facile se le cose passate in sieme sono di piu di quelle non.
    e se l'abbiamo dovuto salutare alla fine beh..ecco doveva andare cosi ..ecco io non sono ..una che ..lascia perdere ma qunado vede che non cìè piu ninete da fare beh ecco mi arrendo
    5
    postato da , il
    :) bella spiegazione!!!!!!! il problema è che solo con il tempo si riesce a essere contenti dei bei momenti passati con la persona ormai persa...in un primo momento ci vengono in mente solo le cose brutte...
    4
    postato da Federica Astolfi, il
    La consolazione del non riuscirsi a consolare è un sorriso bagnato dalle lacrime, l'essere addolorati dal sapere che nulla potrà consolarci dal dolore derivante dalla perdita della persona amata e l'esserne, al contempo, contenti sapendo d'aver vissuto momenti inestimabili, insostituibili, ineguagliabili, irripetibili... E' il guardare l'orizzonte raffigurato nel tuo avatar prendendo in considerazione sia il mare che il cielo come specchio l'uno dell'altro, sapendo che le nuvole sono onde e le onde sono nuvole, che ciò che piove evapora e ciò che evapora piove...
    Non è rassegnazione, solo p4r4cu1!smo...
    3
    postato da , il
    ma in questo caso diventa rassegnazione al dolore?

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