Il bambino che vive una situazione di abbandono non è in grado di attribuire un significato preciso agli eventi che vive: non riesce a immaginare perché i propri genitori sono scomparsi, perché gli hanno fatto del male, perché si trova da solo in una situazione nuova, con persone sconosciute o con familiari che comunque non rispondono al suo desiderio di stare con la propria famiglia. Un bambino percepisce questa situazione in modo confuso, non riesce a distinguere emozioni e pensieri, ad individuare una spiegazione, un plausibile motivo. Avverte solo disagio, malessere, insofferenza, ma non è in grado di attribuire un nome a questi eventi, di riconoscere i sentimenti che prova, di denominarli come rabbia, dolore, disperazione. L'abbandono, come ogni trauma, è un evento che suscita emozioni piuttosto che pensieri ed in particolare provoca un malessere diffuso. Il dolore si trasforma in una tensione che il bambino prova "nella pancia", come una sensazione di difficile identificazione.
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