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Scritta da: Giuseppe Freda
Qualunque sia il tuo pensiero e il tuo dire, non dimenticare mai che ciò che davvero conta non è ciò che pensi, che credi o che dici, ma solo ed esclusivamente ciò che fai. Perché solo ciò che fai esprime senza possibilità di equivoco ciò che sei.
Composta martedì 1 novembre 2011

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    Scritta da: Giuseppe Freda
    Riferimento:
    Pensieri, parole e... fatti.

    Commenti


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    Ecco, qui c'è da fare una riflessione che forse può essere interessante. Nelle persone di cui parli, Elisabetta, c'è incoerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno, ma - presumo - perfetta coerenza tra ciò che fanno e ciò che pensano: se rubano, non rubano per caso o per un impulso irrefrenabile dell'ultimo momento, ma in base ad un piano ben congegnato e organizzato.
        Nelle persone in buona fede, invece, può spesso presentarsi un'incoerenza ancora più subdola: quella non tra il dire e il fare, ma tra il pensare e il fare. Per questo è importante esaminarsi a fondo, secondo me. E la cartina di tornasole è sempre il razzolare male.
       Questa incoerenza tra il pensare e il fare dipende sempre, però, da una molla di forza superiore al pensiero che fa scattare la volontà. Può essere un vizio (come il fumo), può essere l'ira... addirittura l' amore può condurre a fare l'opposto di ciò che si penserebbe di fare.
        In questi ultimi casi, può addirittura succedere che l'azione sia splendida, eroica, mentre semmai si pensava di non compierla: è il caso di chi con decisione improvvisa si lancia nel pericolo per salvare un'altra persona, pur essendo estremamente prudente, o semmai anche timoroso del pericolo...
        No, no. E' l'azione a qualificare ciò che siamo, non c'è dubbio.
    47
    postato da , il
    Giuseppe sei troppo buono... canaglie? LADRI senza VERGOGNA. e coerenza promettono una cosa e ne fanno un'altra! sempre per fregare ovvio
    46
    postato da , il
    C'è anche uno che una volta ha detto:
    "a quale Io lei si riferisce quando parla con me".
    45
    postato da , il
    Charles, il problema non è "non essere seri", ma semplicemente non essere ciò che si vuole apparire (a se stessi e agli altri).
    Quanto all'incoerenza tra il pensiero e la volontà da una parte e l'azione dall'altra, è roba vecchia: non è un problema moderno, ma un problema antico quanto l'uomo. Lo cita addirittura San Paolo nella lettera ai Romani: "io non comprendo davvero come agisco; infatti faccio non quello che vorrei, ma quello che detesto".
    44
    postato da , il
    E per tornare ai nostri politici: agiscono da canaglie? Sono canaglie, non si scappa.

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