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Scritta da: Grace92
2760889966649. Lo lesse ad alta voce, poi lo rilesse. Decise che quel numero sarebbe stato il suo. Era sicuro che nessun altro al mondo si fosse mai fermato a considerare quel numero. Probabilmente fino ad allora nessuno l'aveva neppure scritto su un foglio e men che meno pronunciato ad alta voce.
Paolo Giordano
Composta domenica 28 marzo 2010
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    Scritta da: Eleonora La Pazza
    Iniziò a perdere sensibilità alle dita. Si tolse un guanto, ci soffiò dentro e poi ci rimise lil pungo chiuso per scaldarsi. Lo fece anche con l'altra mano. Ripeté quel gesto ridicolo due o tre volte.
    Sono le estremità che ti fregano, diceva sempre suo padre. Dita dei piedi e delle mani, naso, orecchie. Il cuore fa di tutto per tenersi il sangue per sé e lascia congelare il resto.
    Paolo Giordano
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      Scritta da: Eleonora La Pazza
      Le scappava già un po'. La sentiva spingere sulla vescica, come uno spillo conficcato dentro la pancia. Non ce l'avrebbe fatta nemmeno oggi, ne era sicura.
      Ogni mattina lo stesso. Dopo colazione si chiudeva nel bagno e spingeva, per svuotarsi di tutta la pipì. Rimaneva sul water a contrarre gli addominali finché dallo sforzo non le prendeva una fitta alla testa e le sembrava che gli occhi le sgusciassero dalle orbite, come la polpa dell'uva fragola se schiacci l'acino. [...]
      Tanto non serviva a niente. Arrivata in fondo alla prima seggiovia le scappava sempre così forte che era costretta a sganciarsi gli sci, ad accovacciarsi nella neve fresca, un po' in disparte, a fingere di stringersi gli scarponi e intanto a fare la pipì.
      Paolo Giordano
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        Scritta da: +bellacosa
        Mattia lo sapeva. Sapeva tutto quanto, ma non riusciva a muoversi da dov'era. Come se, abbandonandosi al richiamo di Alice, potesse ritrovarsi in trappola, annegarci dentro e perdersi per sempre. Era rimasto impassibile e in silenzio, ad aspettare che fosse troppo tardi.
        Paolo Giordano
        Composta lunedì 22 febbraio 2010
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