Lo guardai furente: "Vattene. Non osare cercare di fermarmi." Fu come ai vecchi tempi, quand'eravamo stati soliti lottare, cercando di sopraffarci a vicenda. Strinsi i pugni, pronta a stenderlo.
"Volevo soltanto dirti di essere prudente", rispose Fang, prima di avvicinarsi di un passo e scostarmi qualche capello dagli occhi. "E... ti guarderò le spalle."
Accennò con la testa alla camera dei siluri.
Oh, mio Dio... In quel momento mi travolse come un maremoto: era perfetto per me, come nessun altro mai lo sarebbe stato; era tutto quello che avrei mai potuto sperare, come amico, come ragazzo, forse anche molto di più.
Lui era lì per me. Non occorreva cercare.
Lo amavo davvero, davvero, con un tipo d'amore del tutto nuovo, che non avevo mai provato prima, e che in confronto rendeva sbiadito e vacuo ogni altro tipo di amore mai provato. Lo amavo con ogni cellula del mio corpo, con ogni pensiero della mia mente, con ogni penna delle mie ali, con ogni respiro dei miei polmoni e delle mie sacche d'aria.
Un vero peccato che mi accingessi ad affrontare una morte quasi certa.
Là, davanti a tutti, gli gettai le braccia al collo e lo baciai con forza sulla bocca. Per un attimo lui rimase sconcertato, poi mi avvolse con le sue braccia forti, stringendo con tanta forza che quasi faticai a respirare.

[...]

Gli occhi di ossidiana di Fang scintillavano fulgidi, e il suo viso stoico appariva meravigliato.
"Devo andare", annunciai pacatamente.
Un sorrisino gli increspò le labbra. "Già... Sbrigati a tornare."
Annuì.
Lui uscì dalla camera di equilibrio senza staccare lo sguardo da me, imprimendosi le mie fattezze nella memoria, mentre premeva il pulsante che la sigillava.

[...]

Ero spaventata.
Ero follemente, profondamente, incredibilmente, gioiosamente, terribilmente innamorata.
James Patterson
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    Stare sdraiata là e sentirmi vulnerabile, e pensare a tutto quello che era successo tra noi, e chiedermi come avrebbe cambiato le cose, e quando avessi cominciato ad amarlo tanto e in modo tanto struggente, e sentire quanto ero terrorizzata e al tempo stesso estasiata, e come ogni cellula del mio corpo si sentiva così viva...
    Era praticamente la peggior cosa che potesse succedere ad una ragazza.
    La raccomando assolutamente.
    Quando Fang chiese se fosse tempo di tornare, pensai pigramente: a cosa?
    Ecco com'è normalmente il mio cervello: o.
    Ed ecco com'è il mio cervello dopo aver baciato Fang: Che tristezza...
    James Patterson
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      Ecco come mi raffiguro una vita equilibrata. È come essere un giocoliere che usa quattro palle chiamate lavoro, famiglia, amici, umore. Beh, quella del lavoro è di gomma: se te la lasci sfuggire di mano, rimbalza e ti ritorna. Le altre palle, invece... sono fatte di vetro.
      James Patterson
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