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Scritta da: Salvatore Riggio
Chissà se alla fine l'ateo rimane tale anche all'avvicinarsi della morte, e non si faccia convincere dalla paura che nella fede è meglio credere.
Composta venerdì 2 luglio 2010

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    Scritta da: Salvatore Riggio

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    32
    postato da , il
    si perde la coerenza con se stessi, almeno credo caro yera....per il resto si, non ha "leggi" ne gli vien imposto chissà che senza la conseguenza di essere punito ma non avrà speranza per una vita del dopo morte, che un fedele ha.
    31
    postato da yeratel, il
    L'ateo probabilmente vive un'esistenza senza la continua sensazione di poter esser punito per non aver rispettato determinati canoni dettati da un'ipotetico "sigillo", il quale detta etica, pretende ed impone... ergendosi a giudice e dimenticando egli stesso di dover rispettare determinati canoni che prevedono anche di NON dettare etica, pretendere ed imporre.
    In punto di m0rte pentirsi e cominciare a credere?
    Direi che può starci, tanto non si ha più nulla da perdere!   :0)
    30
    postato da , il
    proprio perchè non esiste nessun seguito io ho paura, abbiamo pensieri quasi opposti, a me la religione non mi incuterebbe paura ma mi darebbe più forza nel affrontare la morte perchè se avessi fede so che nonostante tutto ci sarebbe una vita oltre la morte, e il sapere fa meno paura del non sapere cosa accadrà, e il fatto che non vi è alcun seguito
    29
    postato da , il
    L'ateo percorre la sua esistenza senza le paure che la fede e soprattutto la religione incutono in chi crede. Non vedo che paura debba avere di fronte alla morte quando sa che ad essa non esiste alcun seguito.
    28
    postato da , il
    infatti Bea ho scritto "se ho ragione io, non potrò avere mai la riconoscenza dei sopravvissuti."

    cioè si non ci saranno mai testimoni

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