Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 4 - Il morto che urla (sotto l'albero di Natale)

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...Stefano nel villone del Commercialista senza scrupoli. Parliamo del Santo Stefano 2005, era volato via un anno senza che colpevole alcuno fosse stato assicurato alla Giustizia, alla faccia -terrea- del cadavere, tirato sù dalla piscina mezzo macero e col cranio spaccato. Mi visitarono i ricordi la lupacchiotta, con i suoi minishort ripieni -in pieno inverno-, e la sua amarezza, bofonchiata all’indirizzo di ispettori e marescialli zelanti solo nello sgusciare dai vespai senza neppure una puntura sulla pelle: “nemmeno col morto a terra aprono gli occhi... ”, ripeteva. Zelanti, o ciechi? Forse, ciechi e pure sordi. Quella figliola spuntata dal nulla, e nel nulla sparita, era stata la prima a mettermi la pulce di quella morte puzzolente nell’orecchio; la seconda era stata l’altra bella figliola della vicenda, la sorella del poveraccio che, nella piscina, ci aveva lasciato la pelle. Costei era la mia cliente, m’aveva ingaggiato per scoprire chi fosse il responsabile della dipartita che tanto l’addolorava; come il fratellino, era una “habituè” dei festini nel villone da sogno del Pescecane. In totale, due sgnacchere impelagate in una disavventura più grande di loro; non avevano fatto la vita delle educande chiuse in collegio a salmodiare, e conoscevano a menadito il dolce ... [segue »]

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